Sicilia e-Servizi – Crocetta indagato dalla Corte dei Conti

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I giudici contabili ipotizzano un preesunto danno erariale per un milione di euro alle casse pubbliche. Chiamato in un causa l’avvocato dello Stato

PALERMO - Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, l’ex pm Antonino Ingroia e sei ex assessori delle giunte regionali dovranno rispondere in aula di un presunto danno erariale di un milione di euro alle casse pubbliche, contestato dalla Corte dei Conti. La vicenda, come scrive la Repubblica di Palermo, riguarda le assunzioni senza concorso fatte dalla società pubblica Sicilia e-Servizi, guidata dall’ex pm Ingroia. Sicilia e-Servizi, società informatica al centro di scandali per spreco di denaro, dopo l’uscita di scena del socio privato era destinata a chiudere, ma lo stop, secondo il governo regionale, avrebbe mandato in tilt il funzionamento della macchina amministrativa. Non avendo formato personale regionale per la gestione dei software, Ingroia, forte di una apposita delibera di giunta e del parere dell’Avvocatura dello Stato, autorizzò le assunzioni dei dipendenti assunti dall’ex socio privato.

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Rocca di Capri Leone – Fermato 20enne ai caselli

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 Custodiva la cocaina negli slip

ROCCA DI CAPRI L. (ME) -Un  20 enne è stato  bloccato nei pressi dei caselli autostradali di Rocca di Caprileone durante un servizio specifico contro lo spaccio realizzato dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Capo d’Orlando. Si trovava insieme ad un coetaneo a bordo di una Fiat, il giovane nato a Bronte e domiciliato a Tortorici. Il ragazzo nascondeva nella biancheria intima un involucro di cellophane con dentro circa 10 grammi di cocaina. La successiva perquisizione a casa del ragazzo ha portato al rinvenimento di 350 grammi di marijuana. Scattato l’arresto, per il giovane sono stati disposti i domiciliari  dall’Autorità Giudiziaria. Il 20enne sarà giudicato con rito direttissimo.

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Messina – Colpi di pistola contro la vetrina di una enoteca , un ferito per le schegge

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Non è escluso che possa trattarsi di un “messaggio” del racket

MESSINA - Un uomo su un ciclomotore ha sparato colpi d’arma da fuoco contro la vetrina di un’enoteca in via Vecchia Comunale, a Messina. Rimasto leggermente ferito un uomo, che si trovava nel locale, colpito da una scheggia del vetro andato in frantumi. La polizia che ha transennato la zona, raccolti i bossoli che ora andranno all’esame della Scientifica e sentito i testimoni. Si indaga su più fronti e non è esclusa l’ipotesi che possa trattarsi di un messaggio del racket delle estorsioni.

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Sentenza Eternit – A Milazzo, alta incidenza tumorale

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Alla Sacelit su 220 ex lavoratori ben 120 sono deceduti

MILAZZO (ME) - La sentenza Eternit con la prescrizione del reato contro il magnate svizzero Stephan Schmidheiny ha gettato nello sconforto i famigliari delle migliaia di vittime del pericolosissimo minerale.La prescrizione, arrivata dopo una condanna in Corte d’Appello a Torino a diciotto anni di reclusione per disastro doloso ambientale permanente, ha riacceso il dibattito sia sulla giustizia e sui tempi dei processi sia sulle bonifiche che in molti siti devono ancora essere effettuate. In tutto il territorio nazionale sono oltre 33mila i siti di amianto e ancora le bonifiche stentano a decollare: soltanto 832 sono state portate a termine. Dal 1992 la legge proibisce la lavorazione, l’importazione e l’estrazione dell’amianto: le sue polveri se inalate sono pericolosissime in quanto si depositano nei polmoni intaccandone i tessuti. Anche in Sicilia vi sono dei SIN (siti d’interesse nazionale) da bonificare. Si tratta di Priolo, Biancavilla, Gela e Milazzo. La Regione, di concerto con il Comune, ha iniziato da tempo l’opera di bonifica anche se occorre quella totale della cava dalla quale è stato estratto l’amianto. Anche in questa zona si sono registrati degli eccessi di mesotelioma e tumore maligno della pleura.

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Regione Sicilia, stop ai tagli alla sanità: Salvi 400 posti letto e 8 ospedali

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Ospedali salvi ma 270 reparti in meno in tutta l’isola

PALERMO - Sanità siciliana uguale caos. Cosa accade dentro i palazzi della Regione? Se lo chiedono i cittadini siciliani che vivono con la preoccupazione di non sapere se, come, quando e dove possono usufruire ancora di una rete ospedaliera adeguata in tutto il territorio siciliano. È il caso, quindi, dove possibile, di fare chiarezza.  La notizia che tanto si aspettava è questa: non ci sarà, almeno per il momento, alcuna chiusura o ridimensionamento dei nosocomi dei quali si era tanto discusso anche nei giorni scorsi. Appena due giorni fa, infatti, si era  parlato di quattrocento posti letto da tagliare, 250 pubblici e 150 nella sanità privata, con otto ospedali che sarebbero stati svuotati di tutti i reparti e trasformati in “ospedali di comunità”.  Si trattava dei nosocomi di Ribera, Giarre, Mazzarino, Noto, Leonforte, Barcellona Pozzo di Gotto, Salemi e Scicli. 

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Operazione “Caronte”, 23 arresti a Catania per mafia

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CATANIA – La mafia catanese era in affari con una societa’ riconducibile ad Amedeo Matacena per la gestione dei traghetti sullo Stretto di Messina. Emerge dall’indagine della Dda di Catania che ha portato all’arresto di 23 persone e al sequestro di beni per 50 milioni di euro. L’inchiesta ha riguardato l’evoluzione di Cosa Nostra subito dopo l’indagine Iblis e ha confermato la vocazione imprenditoriale della “famiglia” catanese, infiltratasi in vari settori tra cui i trasporti per iniziativa del boss Enzo Ercolano figlio del capomafia deceduto Giuseppe e fratello di Aldo, condannato all’ergastolo. Ercolano ha operato con la collaborazione di altri indagati tra cui, Francesco Caruso e Giuseppe Scuto.

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CAS Messina – La lettera riservata della Regione: Autostrade come trappole

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Autostrade Sicilia. Una trappola mortale. Finalmente qualcuno si sveglia all’Ars

MESSINA - Non si contano più i morti nelle autostrade siciliane. Giovani, famiglie, anziani  che hanno perso la vita. Una buona percentuale dei casi di incidenti è dovuto alle condizioni strutturali delle strade. Finalmente qualcuno si è svegliato tra i banchi dell’Ars ed ha deciso di occuparsi della vicenda. Viene preparato una atto d’accusa nella relazione ai vertici del Cas, l’ente che gestisce l’A20 Messina-Palermo e l’A18 Messina-Catania. Tre pagine fitte di segnalazioni su irregolarità varie, firmate dal dirigente Giovanni Arnone in una nota del 6 giugno: “A seguito di un atto ispettivo, sono tante le disfunzioni, nei servizi da erogare, che vengono rilevate e inevitabilmente si traducono in disagi per gli utenti. Ci s’imbatte a esempio negli avvisi di cantieri, i cui lavori poi risultano ormai completati, con i relativi cartelli dimenticati nella corsia di emergenza. La quasi totalità del guardrail dei tratti autostradali in concessione non rispetta il livello di sicurezza adeguato alla strada, in buona sintesi non sono conformi alla norma europea sulle barriere di sicurezza”. Insomma che manca tutto nelle autostrade siciliane non fa notizia, anzi è una lenta e straziante litania che per anni pagine e pagine di stampa hanno cantato.

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Sanità – Otto ospedali siciliani rischiano la chiusura

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Fra questi anche il “CUTRONI ZODDA ‘ di Barcellona
BARCELLONA P.G. (ME) – Secondo il Piano per il riordino della Rete ospedaliera della Sicilia il 31 Dicembre 2016 otto ospedali andranno chiusi, si tratta delle strutture site a Barcellona Pozzo di Gotto, Giarre, Leonforte, Noto, Mazzarino, Ribera, Salemi e Scicli. I posti letto in meno saranno 400 di cui 250 pubblici e 150 nella sanità privata. Alcuni nosocomi dovranno diventare degli “ospedali di comunità” subendo così degli accorpamenti. Ma la vicenda nasconde un colmo perché prima che venga il 2016, l’anno della chiusura, lo stesso piano prevede dei potenziamenti. Per esempio a Ribera verranno aggiungi i reparti di Cardiologia, Medicina, Chirurgia generale e Dermatologia con rispettivamente otto, diciotto, dodici e quattro posti letto. A Barcellona Pozzo di Gotto ci sarà una struttura complessa di Pediatria con sette posti letto anche se manca il reparto di Ostetricia e Ginecologia.

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Crocetta: “Il Consorzio autostrade siciliane per anni cassaforte delle tangenti”

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IL GOVERNATORE PLAUDE AL LAVORO DELLA PROCURA DI MESSINA

MESSINA - “Al Cas il malaffare non è stato l’eccezione che sfuggiva al controllo ma la regola, mentre le cose fatte bene rappresentavano eccezioni”. “Il Consorzio autostrade siciliane per anni è stato una sorte di cassaforte delle tangenti e del malaffare, in rapporti con imprese mafiose cacciate fuori grazie alla forte azione amministrativa dell’attuale governo e della nuova dirigenza del Cas”. Lo dice il governatore della Sicilia Rosario Crocetta, che rivendica la battaglia fatta fin dal suo insediamento proprio sulla gestione del Consorzio al centro dell’inchiesta della Dia di Messina che ha portato all’arresto di alcuni dipendenti oltre che di imprenditori. “Al Cas il malaffare non è stato l’eccezione che sfuggiva al controllo – sostiene – ma la regola, mentre le cose fatte bene rappresentavano eccezioni”.
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Messina – Gare truccate sulle autostrade siciliane, 8 arresti

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MESSINA – Funzionari del Consorzio autostrade siciliane e imprenditori sono stati arrestati nel corso di un’operazione della Dia di Messina e del centro operativo di Catania per turbata libertà degli incanti, induzione a dare o promettere utilità e istigazione alla corruzione. L’operazione è stata coordinata dalla Procura di Messina, dall’aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Fabrizio Monaco, che hanno ottenuto dal Gip Maria Luisa Materia otto ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e due misure interdittive nei confronti di due imprese per la durata di due mesi. L’indagine ha fatto luce su un sistema di pilotaggio degli appalti in cui erano coinvolti funzionari e imprenditori, che avrebbero truccato le gare dei lavori sulle autostrade siciliane.

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