Destino incerto per la messinese Aicon

Il tribunale ammette al concordato la capogruppo Spa, mentre revoca la medesima procedure per la controllata Yachts.

-GIAMMORO (ME)-Destino bifronte per il gruppo Aicon di Messina, specializzato nella progettazione e costruzione di yacht e imbarcazioni da diporto.
Il tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) ha infatti ammesso la capogruppo Aicon Spa alla procedura di concordato preventivo, nominando commissario liquidatore Francesco Ruvolo.
Per quanto riguarda invece la controllata Aicon Yachts, il giudice ha disposto la revoca del concordato preventivo a cui la società era stata ammessa lo scorso febbraio, fissando per il prossimo 18 giugno l’udienza per l’esame dello stato di insolvenza, durante cui verrà valutata la possibilità di ammettere la società alla procedura di amministrazione straordinaria per le grandi imprese in crisi. Nell’ambito del provvedimento il tribunale ha anche nominato Domenico Cataldo, già commissario giudiziale per la procedura di concordato oggi revocata, quale custode giudiziale delle attività della Aicon Yachts, di cui – secondo quanto riferito dall’agenzia Radiocor – sarebbe stato disposto anche il sequestro dei beni aziendali.
L’ESPOSIZIONE DEBITORIA. La proposta con cui era stato avviato il concordato preventivo di Aicon Yachts prevedeva di soddisfare per 48 milioni il debito complessivo della società, che ammonta a 96 milioni, di cui 30 verso creditori privilegiati e 66 verso i chiarografi, ovvero quei creditori che non vantano nessuna particolare garanzia. La capogruppo Aicon Spa ha invece un debito di 50 milioni, 40 verso creditori privilegiati e 10 verso i chirografari.
IL FLOP IN BORSA. Aicon Yachts, assistita dai legali Franchina del Foro di Catania e Dino Arrigo del Foro di Messina, era stata ammessa alla procedura di concordato preventivo dal Tribunale di Barcellona P.G. lo scorso febbraio, dopo traversie finanziarie culminate con la sospensione – ad agosto 2011 – del titolo dal segmento Star della Borsa di Milano, dove Aicon era approdata nel 2007 sull’onda dell’entusiasmo che in quel periodo attraversava molti settori economici italiani, compreso il comparto della nautica da diporto, raccogliendo circa 450 milioni di euro.
DALLA CRESTA DELL’ONDA ALL’ABISSO. Ma presto, complice la crisi finanziaria internazionale, la situazione è degenerata a tal punto che gli ultimi bilanci di Aicom disponibili parlando di un fatturato di 11 milioni di euro a fronte di perdite per 32 milioni (nel 2007, in pieno boom, il cantiere messinese fatturava 126,9 milioni e segnava un utile di 17 milioni). Dopo il fallimento della ricapitalizzazione promessa dall’azionista di maggioranza (col 68%) Pasquale Siclari, che avrebbe dovuto iniettare nei conti della società circa 3 milioni, ma rese disponibili invece soltanto 300.000 euro, il consiglio di amministrazione aveva quindi deciso di dare mandato ai legali per studiare soluzioni alternative al fallimento.
Tentativo che lo scorso febbraio era sembrato andare a buon fine con l’ammissione al concordato preventivo, ma che adesso viene rimesso in discussione dalla decisione del Tribunale di Barcellona, contro cui Aicon ha già dichiarato di voler ricorrere in Appello.