Forconi a Messina. Annunciato rallentamento dei trasporti sullo Stretto

E’ passata da poco a Messina la carovana di automezzi del Movimento dei Forconi con a capo Mariano Ferro. I Forconi hanno attraversato la città dello Stretto e si sono diretti verso la Prefettura per una lotta che il leader del Movimento definisce “un’azione per riscattare la dignità di un popolo e di una terra”. La carovana equipaggiata di megafoni, e bandiere della Trinacria vuole sensibilizzare l’opinione pubblica.

 

La prossima “battaglia” si terrà a Villa S. Giovanni. Mariano Ferro ci da un’anteprima: “Chiederemo agli operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, che incontreremo fra poche ore, di raggiungerci al presidio di 5 giorni che si terrà in Calabria per aiutarci a bloccare le auto Fiat, provenienti dalla Polonia, e che vogliono raggiungere la Sicilia. E’ vergognoso -prosegue Ferro- che la Fiat abbia chiuso solo in Sicilia; ci sarà un rallentamento dei trasporti da Villa S. Giovanni verso l’Isola”.

 

La carovana  il 28 giugno è partita da Gela, nei pressi del petrolchimico Eni,  raggiungendo Agrigento, il giorno successivo Marsala e Trapani. Giorno 30 giugno ha sostato a Capaci per commemorare il giudice Falcone. E poi via, di nuovo in auto fino a Caltanissetta, Ragusa, Siracusa, Catania, Enna. Ed oggi è stata la volta della  città dello Stretto. Prossime tappe: Termini Imerese e Villa S. Giovanni.

 


La carovana del Movimento è arrivata Messina. Annunciato un presidio permanente a Villa S. Giovanni

di Donatella Rinaldo

“Domenica prossima ci riuniremo , alle 10.00, alla  stazione marittima di Messina per poi  traghettare verso  Villa San Giovanni, dove organizzeremo un presidio di cinque giorni – ci conferma Mariano Ferro – . Con lo sciopero di gennaio non abbiamo ottenuto nessuna risposta dal governo nazionale, anzi la situazione è peggiorata.”  Non a caso la prossima tappa dei Forconi è appunto Termini Imerese.
La grave situazione degli operai dello stabilimento Fiat è, secondo il leader del Movimento, un esempio della cattiva gestione politica dell’Isola, e  dichiara che  “gli operai dello stabilimento Fiat  sono stati presi in giro ed abbandonati al loro destino. Contro questo governo nazionale e locale che ci sta prosciugando da ogni nostro legittimo diritto e che continua a restare attaccato tenacemente alle poltrone del potere, siamo disposti ad usare tutte le armi, anche le loro stesse armi se è il caso: non escludiamo, tuttora, la nostra entrata nel campo della politica”

 

“La Sicilia sarà coinvolta il meno possibile –prosegue Ferro, riguardo al presidio in Calabria –  ci saranno solo dei rallentamenti nella circolazione stradale, per consentire i volantinaggi. Cominciamo di nuovo la guerra e vedremo come andrà a finire”.  In questo momento la carovana di auto si sta dirigendo verso i comuni del litorale tirrenico per raggiungere entro stasera Termini Imerese.