Ulteriore sequestro di beni per 10 milioni all’imprenditore Rotella

-Dopo quello di luglio, è il secondo sequestro di beni all’imprenditore Barcellonese condannato in primo grado nel processo “Vivaio”.

-BARCELLONA P.G. (ME) –I Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno sequestrato ulteriori beni, nei confronti del 62enne imprenditore barcellonese Michele Rotella, inteso “il Barone”. L’uomo al momento si trova agli arresti domiciliari poiché condannato in primo grado, per concorso esterno in associazione mafiosa, nell’ambito del procedimento relativo all’operazione “Vivaio”.

 

Lo scorso luglio, i Carabinieri avevano proceduto al sequestro nei confronti dell’imprenditore Barcellonese di un patrimonio per un valore di circa 70 milioni di euro. Con questo ulteriore provvedimento, è stata disposta la sospensione di due parenti di Michele Rotella dall’amministrazione delle società sequestrate lo scorso luglio, “A.G.P. Aziende Generali Puglisi S.r.l.” e “Azzurra di Rotella Angelo & C. Sas”.

Inoltre, quest’ultimo provvedimento, che integra il precedente emesso dal Tribunale di Messina, ha previsto il sequestro, finalizzato alla confisca, dei seguenti beni, per un valore complessivo allo stato quantificabile in circa 10 milioni di euro.

1) Capitale sociale, nonché i beni aziendali ed ogni altro bene o diritto della società “A.G.P. Aziende Generali Puglisi S.r.l.”, con sede a Messina, avente come oggetto sociale l’apertura di cave, produzione, lavorazione e vendita di inerti, produzione e vendita di manufatti in cemento, ecc.

2) Capitale sociale, nonché i beni aziendali ed ogni altro bene o diritto della società “Azzurra di Rotella Angelo & C. Sas”, con sede a Barcellona Pozzo di Gotto, avente per oggetto sociale la conduzione di operazioni nel settore immobiliare, turistico ed alberghiero, lavori edili e stradali ed altro.

3) Una cava per estrazione, lavorazione e vendita di inerti avente superfice di circa 15.000 mq, sita a Messina, con all’interno: un impianto per la produzione di calcestruzzo, un impianto di lavorazione di inerti, un impianto di decantazione, una unità immobiliare di 220 mq. adibita ad uffici e spogliatoi, 2 pale gommate, 1 pesa a ponte, 1 vasca cisterna ed attrezzature varie.

4) Diversi terreni, per circa 20 ettari complessivi.

5) Dieci fabbricati rurali ubicati nel territorio del Comune di Messina;

6) Quattordici appartamenti ubicati a Portorosa del Comune di Furnari (ME);

7) Quattro conti correnti.

 

L’attività odierna rientra nel più ampio contesto operativo del Desk Interforze, attraverso il quale, dall’anno 2009, il Procuratore Capo della Repubblica di Messina, Guido Lo Forte, ha inteso sviluppare in maniera coordinata le attività di individuazione dei patrimoni acquisiti illecitamente, che una volta reimmessi nel circuito economico legale sono in grado di alterare il sistema economico.