Al dirigente del Cas centomila euro non bastano

-Maurizio Trainiti viene chiamato come dirigente generale esterno del Consorzio. La Regione, basandosi su una sua delibera che prevede l’abbassamento del tetto per i dirigenti, gli offre un contratto da centomila euro per tre anni. Ma il dirigente lo rifiuta. E la giunta decide di riconoscergli il compenso da oltre 250mila euro per cinque anni.

-di Accursio Sabella

-MESSINA – La delibera della Regione? Carta straccia. Una specie di libro delle favole, che si scontra con la realtà dei fatti. Dove, per “rifiutare” il tetto degli stipendi fissato dalla giunta basta una letterina del genere: “Il mio lavoro sarà molto faticoso, quindi per me la riduzione del compenso non si applica”. Firmata direttamente dal nuovo direttore del Cas (Consorzio autostrade siciliane) Maurizio Trainiti.

Per capirci. Ad agosto del 2011 l’esecutivo Lombardo “sforna” una delibera che avrebbedovuto rappresentare un argine nei confronti dei “costi della politica”. Un testo che prevedeva tagli in diversi settori della pubblica amministrazione. Soprattutto quelli considerati dall’opinione pubblica (ed evidentemente anche dal governo) i ricettacoli di sprechi e ingiustizie. Così, tra auto blu e consulenti, ecco spuntare un nuovo limite nel compenso dei dirigenti, sancito dal punto 16 della delibera, con la quale, appunto, il governo ha disposto di “fissare il tetto massimo delle retribuzioni onnicomprensive annue dei dirigenti di istituti, aziende, consorzi, organismi, fondazioni, società a totale o maggioritaria partecipazione della Regione, enti regionali comunque denominati sottoposti a tutela e vigilanza dell’Amministrazione regionale, in misura pari alla retribuzione minima onnicomprensiva corrisposta ai Dirigenti Generali della Regione, ridotta del 30 per cento”.

Una retribuzione che si può evincere dal contratto dei Regionali. “Ai dirigenti di I fascia e ai dirigenti preposti ai Dipartimenti Regionali o ad analoghe strutture di massima dimensione, per il periodo in cui espletano le funzioni”, compete un trattamento economico fondamentale su base annua composto da uno stipendio che ammonta a 51.759,00 euro. Stiamo parlando quindi di una somma che in tre anni (la durata inizialmente prevista per l’incarico) sarebbe arrivata a 150 mila euro.

Come detto, però, oltre un anno fa, la Regione aveva deciso di abbassare questo tetto per i dirigenti di enti e società legate alla Regione, del 30%. Un riduzione che avrebbe portato quella somma a oltre 30mila euro lordi annuali (centomila euro complessivi per l’incarico triennali). Che non sono sufficienti per Maurizio Trainiti, catanese, e nominato inizialmente dall’assessore Andrea Vecchio. Una nomina che aveva già sollevato parecchie polemiche, soprattutto sulla scelta di nominare un soggetto esterno all’amministrazione, a fronte di oltre 1.800 dirigenti regionali.

L’allora assessore alle Infrastrutture, a fine agosto scorso, aveva precisato però che il trattamento economico del nuovo dirigente generale dovesse essere calcolato in base alle nuove disposizioni della giunta. Quindi, riduzione del compenso. Non solo. L’incarico non avrebbe dovuto superare, secondo Vecchio, la durata dei tre anni. Di fronte a quella proposta, Trainiti accetta l’incarico con riserva. Quel “tetto”, secondo lui, è illegittimo. E scrive una lettera all’allora commissario del Cas, Anna Rosa Corsello. Trainiti, in pratica, precisa che al dirigente esterno va conferito il trattamento economico previsto dal contratto regionale. Visto che la delibera, per Trainiti è un “atto amministrativo al quale non può attribuirsi potere e forza di legge”.

Tra l’altro, il dirigente esterno considera inaccettabile la riduzione del compenso “anche in considerazione delle ‘rilevanti attribuzioni istituzionali demandate al C.A.S., la complessità e la molteplicità degli obiettivi assegnati, l’articolazione organizzativa, le risorse finanziarie gestite, le risorse umane amministrate, la specificità e complessità delle procedure tecnico-contabili di competenza’”.

La lettera, inviata al Commissario Corsello arriva sul tavolo della Regione. La giunta, riunita il 13 settembre, si accorge improvvisamente che la sua delibera di un anno prima contiene un errore fondamentale, visto che la riduzione del compenso, a differenza di quanto scritto nel documento dell’agosto del 2011, è applicabile “nelle ipotesi delle società partecipate e non per i direttori degli Enti vigilati e/o controllati ai quali si applicano le disposizioni della legge regionale 10/2000 e gli istituti del vigente contratto collettivo regionale di lavoro”. Insomma, “abbiamo scherzato”. La delibera sul contenimento dei costi riguarda solo le partecipate. Gli enti vigilati dalla Regione, nonostante facessero parte di quel “punto 16”, non vanno più considerati. Così, il governo allarga le braccia: nessun limite alla durata (il contratto di Trainiti infatti diventa quinquennale) e nessuna riduzione del compenso per il direttore del Cas. Un dirigente “senza tetto”.