ROCCA – L’ULTIMO ADDIO AD ANDREA

-di Nino Caliò

-ROCCA DI CAPRI LEONE (ME) – Piove a Rocca. Ma forse è meglio così. Perché, almeno, anche mani grandi e callose possono passare con finta noncuranza su guance ispide di barba, a tirar via le lacrime. Ma quelle braci negli occhi dicono altro, mentre Andrea Bruno –il 24 enne ucciso nella mattinata di Lunedì, da un suo coetaneo con 5 coltellate – entra per l’ultima volta nella chiesa della Madonna di Częstochowa. La messa in una chiesa piccola, troppo piccola, anche per contenere un decimo delle persone che sono qui. C’è tutto il paese, ma non solo. Tanto che anche il sagrato si riempie in un attimo. Nonostante la pioggia battente. Di chi è venuto per mandargli un bacio, per fare una carezza alla bara dove l’hanno composta, per rivolgere uno sguardo ad Andrea, alla mamma, che avuto la forza di pensare «a chi, come noi, oggi ha un motivo per piangere».VERO Lo ricorda, il prete, mentre invita la piccola comunità a «perseverare nell’atteggiamento di comprensione e perdono, senza lasciarsi andare alla ricerca di vendette». Quando anche il cielo di sopra è crollato, quando la vita è fuggita», che magari nemmeno le piaceva. Ma spero di sì. Ciao, ragazzo. E scusaci, se il mondo nel quale sei stato costretto a vivere e morire non è bello come quello che avresti meritato