Giallo Denise Pipitone, in aula per la prima volta la principale imputata

MAZARA DEL VALLO (TP) -Jessica Pulizzi, principale imputata del processo per il sequestro della sorellastra Denise, ha rivelato in aula davanti al Tribunale di Marsala di aver sospettato il padre, Piero Pulizzi, del sequestro della bambina il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo.”Mi sono fatta l’idea che mio padre abbia preso la bambinaquando i poliziotti, intorno alle 15 del prima settembre 2004 vennero a casa mia cercando mio padre. Visto che i poliziotti cercavano mio padre ho sospettato che fosse stato lui a prenderla”.Alla domanda dell’avvocato di parte civile, Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, madre della bambina, se fosse stata lei a prendere Denise, l’imputata ha risposto: “No”. “Ne e’ sicura?” ha ribattuto Frazzitta. “Al cento per cento” ha risposto Jessica Pulizzi. Interrogata su dove si trovasse il primo settembre 2004, tra le 11 e le 12,30. Jessica ha risposto di “non ricordare”.denise

Pulizzi e’ poi caduta in contraddizione su dove avesse dormito la notte in cui scomparve la bambina. In aula Jessica ha detto “di aver dormito a casa”, ma nel verbale datato 30 marzo 2005 Jessica riferisce di aver trascorso la notte del primo settembre dalla nonna materna, Antonietta Lo Cicero.

La sorellastra Jessica, inoltre, rispondendo alle domande del pubblico ministero nel primo interrogatorio pubblico al quale si sottopone, sostiene di aver saputo che Denise era la figlia illegittima di suo padre e di Piera Maggio solo dieci giorni doo la misteriosa scomparsa di Denise.

Eravamo in commissariato e insieme ad un’assistente sociale mi chiamò in una stanza e mi disse che Denise era mia sorella. Io ero lì per essere interrogata di nuovo, ma fino a quel momento non sapevo nulla”. Jessica, che il primo settembre del 2004, quando Denise sparì davanti casa, aveva solo diciassette anni, ha 24 anni e da tempo vive fuori dalla Sicilia. In tribunale e’ arrivata da una porta secondaria, attesa dai suoi avvocati. “Prima del primo settembre del 2004 non ho mai saputo che Denise fosse figlia di mio padre. Avevo avuto dei sospetti ma lui aveva sempre negato e aveva anche giurato su di me e mia sorella Alice che non era vero niente”. .

Jessica ha, però, ammesso di essere a conoscenza della relazione tra Piera Maggio e il padre. “Nel ’99 ho telefonato a Piera Maggio per dirle di stare lontana da mio padre”. Questo dopo aver avuto dei sospetti.  “Un padre di una mia compagna di scuola delle medie mi ha detto di aver visto mio padre con una signora in auto. A quel punto chiesi a mio padre se aveva una relazione con qualcuno e mio padre mi disse di no”.

L’imputata ha poi detto di aver notato, a seguito di quella conversazione, “che prima mio padre mi dava il cellulare liberamente e che poi invece me lo dava solo in sua presenza. Vedevo le chiamate sul cellulare di mio padre, gli chiedevo chi fosse e lui rispondeva un’amica”.

L’imputata ha detto di aver “conosciuto Piera Maggio agli inizi del ’98 quando avevo 11-12 anni perche’ era un’amica di mia madre. Piera frequentava casa mia, mentre io sono entrata una volta sola a casa sua. All’epocai miei erano ancora sposati e vivevamo tutti in via Pirandello. Poi i rapporti tra le nostre famiglie si sono interrotti”. A questo punto Jessica Pulizzi ha parlato della separazione dei genitori e dell’allontanamento da casa del padre, Piero Pulizzi, che ando’ a vivere dalla nonna paterna di Jessica, Anna Minaudo. “I litigi tra i miei – ha sostenuto – iniziarono dopo un po’ che la mamma non si frequentava piu’ con la signora Maggio. Non conoscevo i motivi delle liti”.