Lavoro? Secondo uno studio dell’Università di Messina , se sei bello lo trovi prima

MESSINA – “Se sei brutto ti tirano le pietre…” cantava Antoine in suo successo di fine anni sessanta presentato a Sanremo. Il problema è che nell’Italia degli anni ’10 se sei brutto non trovi nemmeno lavoro. Lo conferma il risultato di uno studio condotto dall’università di Messina e dall’università Politecnica delle Marche, “che si sono interrogate – riferisce l’Ansa – sulla possibilità che esista una preferenza, da parte dei datori di lavoro, per i candidati più attraenti”. La ricerca è stata condotta tramite l’invio di 11008 curriculum falsi in risposta a 1542 offerte occupazionali. I ricercatori, Giovanni Busetta ed Emanuela Visalli dell’università di Messina e il professore Fabio Fiorillo dell’università Politecnica delle Marche, hanno inviato otto falsi curriculum , con foto ritoccate, per ciascuna offerta. I curricula hanno ottenuto il 30% di risposte favorevoli: “promossi” al colloquio il 47% degli uomini e il 54% delle donne di bell’aspetto. Se ne ricava che la componente fisica ha importanza per molti datori di lavoro e per coloro i quali si occupano di selezione del personale. Uno studio che lascia un retrogusto amaro per chi crede che aver investito negli studi prima o poi ripaga, senza doversela prendere con Madre Natura. Per l’intelletto, ripassare, prego.

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