SICILIA, VINCONO I SENZA TESSERA MA L’APPARATO RESISTE

-PRIMARIE PD, TRIONFA RENZI: LA DIVERSITÀ SICILIANA NON C’È PIÙ

-PALERMO – La Sicilia ha dato dieci punti percentuali in più, rispetto al dato nazionale, a Gianni Cuperlo (da 18 a 28 per cento), tre in meno a Civati e otto in meno a Renzi. Rispetto ai congressi provinciali, Civati è risorto – partito da un risultato modesto è arrivato all’11 per cento – Cuperlo ha perso quasi venti punti e Renzi ne ha guadagnati altrettanti. L’apparato del Pd siciliano, solido e ben organizzato, si è mobilitato per la conquista delle segreterie provinciali. Alle primarie per la segreteria e l’assemblea nazionale il gruppo dirigente non ha tirato i remi in barca, ma non ha mantenuto la stessa “spinta propulsiva” ed ha ceduto posizioni a causa anche della partecipazione degli esterni, in Sicilia inferiore rispetto al resto d’Italia, ma pur sempre consistente. In più è cresciuto il peso dell’appeal renziana.

L’apparato è stato battuto, ai punti, dagli esterni. Meno che nelle altre regioni, perché il suo radicamento nel Pd siciliano è maggiore. I risultati sono ancora parziali, ma nulla potrà cambiarli. La partecipazione, anzitutto: ben tre milioni di votanti. Un’affluenza imprevista e per certi aspetti eccezionale se si tiene conto del livello di disaffezione che gli elettori manifestano verso i partiti. Il Pd ha 500 mila iscritti, sono due milioni e mezzo gli elettori “esterni” delle primarie. Sono loro che hanno regalato a Matteo Renzi un successo strepitoso. Il neo segretario ha tutto ciò che serve per la sua “rivoluzione”, perché può contare su un formidabile biglietto di visita, tre milioni di partecipanti alle primarie, ed una maggioranza schiacciante nell’assemblea nazionale.

”Sarebbe un suicidio se le correnti sopravvissute alle primarie, ripetessero gli errori del passato, per il Pd c’è una prateria davanti a sé”, ha detto Walter Veltroni, che inaugurò le primarie e fu affossato dai giochi interni delle correnti.

Ci sono state contestazioni in Sicilia a Regalbuto e Enna, dove il renziano Faraone ha protestato per la gestione dei gazebo da parte dell’ex senatore, Vladimiro Crisafulli. Una protesta eclatante, che ha polarizzato per qualche ora l’attenzione dei media, poi seppellita dall’evoluzione del voto, estremamente favorevole ai renziani.

Il sindaco di Firenze, nel suo discorso di ringraziamento, ha annunciato lo scioglimento della sua corrente “semmai c’è stata”, ed ha auspicato che altri facciano altrettanto. Lo ascolteranno?

La mano è passata ai senza tessera, vicini al Pd. Sono loro ad avere deciso che cosa fare, sono loro che hanno scelto la nuova classe dirigente del partito. Ma l’apparato non svanisce dall’oggi al domani, e i gruppi parlamentari (consigliari, regionali ecc) sono espressione del partito che non c’è più (ma c’è ancora), come dimostrano le giornate nere dell’elezione del presidente della Repubblica.

Gli eletti “contro” il partito di Renzi? Sarebbe un suicidio, come paventa Veltroni . www.siciliainformazioni.com

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