La strada senza sbocco delle Città Metropolitane in Sicilia

PALERMO – Con voto segreto l’Ars ha approvato un subemendamento dell’opposizione che cancella le città metropolitane dalla riforma delle Province. Dai banchi dell’opposizione sono partite urla di gioia. Il subemendamento, firmato dai deputati di Forza Italia, è passato con 40 voti a favore, compresi quelli dei 5stelle. Le città metropolitane, dunque, spariscono, dalla riforma delle Province. L’assessore regionale alle Autonomie locali, Patrizia Valenti, ha annunciato alla ripresa dei lavori dell’Ars la firma dei decreti per la nomina dei nuovi commissari delle Province. La delibera è stata discussa nella riunione di giunta, presieduta dal governatore Rosario Crocetta. Secondo l’assessore alle Autonomie, Patrizia Valenti, l’Ars ha tempo fino al 15 aprile per definire la riforma delle Province, vale a dire 60 giorni prima del termine ultimo per le eventuali elezioni per il rinnovo degli enti nel caso in cui il Parlamento non dovesse approvare il disegno di legge che istituisce i Liberi consorzi.Valenti ha spiegato la procedura in aula, comunicando la firma dei nuovi decreti di nomina dei commissari delle Province. “Non potevamo lasciare le Province senza guida, poiché i commissari erano scaduti il 15 febbraio”. “Le nuove nomine – ha aggiunto l’assessore – sono state varate per coprire il tempo fino al 30 giugno, ultima data utile per gli eventuali ballottaggi nel caso in cui la riforma delle Province non dovesse essere approvata dall’aula e si tornasse al voto. In questo modo dotiamo le Province di una guida e lasciamo all’aula la serenità per potere approvare la legge nei tempi necessari”. L’assessore ha motivato la scelta della giunta, riunita stamani da Crocetta: “Per i comizi elettorali abbiamo un lasso di tempo che va dal 20 febbraio al 15 aprile, per potere andare alle elezioni, in questo caso l’ultima data utile è il 15 giugno con l’eventuale ballottaggio il 30 giugno e la legge dà 60 giorni di tempo per la firma del decreto. Quindi l’aula ha tempo fino al 15 aprile per potere definire la riforma”.

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