Province, Crocetta smentito da Napolitano: “Riferite confusamente conversazioni personali”

ROMA – Smentito e “bacchettato” dal Capo dello Stato. E’ il governatore della Regione Siciliana Rosario Crocetta, in merito alla riforma delle province in discussione all’Ars. Il presidente, a margine della visita recentissima di Napolitano a Catania, aveva riferito che il Presidente della Repubblica gli aveva espresso tutta la propria soddisfazione per la riforma. Secondo Crocetta, il Capo dello Stato avrebbe addirittura usato il termine “necessaria”. Parole pesanti, secondo il comitato nazionale “Pro Province”, che ha quindi inviato a Napolitano una lettera che chiedeva maggiori chiarimenti: “Chiediamo al Sig. Presidente, nel rispetto del popolo siciliano, una smentita ufficiale a mezzo stampa, con la quale si evidenzi che la presente dichiarazione non corrisponde al vero, e che la stessa appartiene solo ed esclusivamente al Presidente Crocetta, e non da considerarsi in alcun modo riconducibile al pensiero del Presidente Giorgio Napolitano ‘garante della Costituzione’”. E in realtà il Presidente della Repubblica ha risposto a stretto giro di posta. Con un comunicato, e con una nota del 28 febbraio pubblicata sul sito del Qurinale, ha sostanzialmente smentito e rimproverato Crocetta, dichiarando: ” “Il presidente della Repubblica nel corso della sua recente visita a Catania ha pronunciato un solo intervento, il cui testo è sul sito internet del Quirinale. Non ha autorizzato nessuno a riferire più o meno confusamente il contenuto di conversazioni personali”.”E’ scandaloso e sconvolgente come il Presidente della Regione avendo trovato notevoli difficoltà a portare avanti una mala riforma all’Assemblea Regionale Siciliana, riporta dichiarazioni non vere e tendenziose attribuendole persino al Capo dello Stato – dichiara il presidente del comitato Salvatore Giuseppe Sangiorgi -. Dichiarazioni che hanno lo scopo di volere condizionare i lavori d’Aula, per una sbrigativa e rapida approvazione di un disegno di legge che è e rimane in violazione dei principi costituzionali e della carta europea delle autonomie locali.  La posizione del Quirinale è in linea con il ruolo e le funzioni del Presidente della Repubblica, in quanto garante della Costituzione e attento conoscitore di ogni singolo articolo”.Nel frattempo, il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha dichiarato che i commissari straordinari per le province nominati dal presidente della Regione “non possono essere legittimamente nominati dopo la scadenza del 31 dicembre 2013”. Oggi a Sala d’Ercole si proseguirà col dibattito: l’appuntamento per i deputati regionali è alle 16.

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