Sequestro di beni per 5 milioni all’imprenditore Bonanno

BARCELLONA P.G. (ME) – Il provvedimento di sequestro beni per cinque milioni di euro eseguito stamani dai carabinieri del Ros nei confronti dell’imprenditore Santi Bonanno scaturisce dall’analisi delle risultanze investigative delle operazioni Vivaio e Zefiro, condotte dai carabinieri rispettivamente nel 2008 e nel 2013, che avevano evidenziato il rapporto di contiguità di Bonanno con esponenti di primo piano del clan dei “mazzarroti”, grazie al quale era riuscito a conquistare una posizione di rilievo nel panorama imprenditoriale della provincia di Messina. Arrestato nel 2008 nell’operazione Vivaio, l’imprenditore 48enne fu poi assolto e rimesso in libertà. Nel febbraio 2013 finì in manette, nell’ambito di un’altra operazione, denominata Zefiro, che permise di scoprire un sistema illecito di affidamento di subappalti e lavori per la realizzazione del parco eolico Alcantara-Peloritani. Bonanno intratteneva rapporti diretti con il capomafia Carmelo Bisognano, arrestato nell’operazione Icaro e attualmente al 41bis, e Tindaro Calabrese, figura di spicco di Cosa nostra nella provincia di Messina, tra i pochi in contatto con i boss palermitani Salvatore e Sandro Lo Piccolo fino alla loro cattura. Metanizzazione dei comuni del versante tirrenico della provincia, lavori nel complesso turistico di Portorosa, costruzione di impianti eolici: Bonanno era parte attiva di un sistema economico viziato da stringenti rapporti con gli ambienti mafiosi. L’attività dell’impreditore originario di Furnari era stato oggetto di ulteriori approfondimenti anche nel corso dell’operazione“Pozzo II”, che aveva fornito elementi di riscontro alle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Santo Gullo sulle strategie d’azione della famiglia mafiosa barcellonese per il controllo dei lavori di costruzione del metanodotto realizzato dalla Bonatti S.p.a. lungo la tratta Montalbano Elicona-Messina.
Nello specifico, il provvedimento di sequestro disposto dal Tribunale di Messina nei confronti di Bonanno, della moglie, Maria Intagliata, e dei figli Giuseppe e Federico, ha riguardato il capitale e il compendio aziendale delle società Co.B.I.Fur. S.r.l. e GIEFFEDI S.r.l., un immobile sito in contrada Curriotta, a Furnari, due autovetture, azioni della Banca di Credito Peloritano S.p.a. e 29 rapporti di credito.

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