Giro d’Italia 2015 – Ancora snobbata la Sicilia ed il Sud , arrivo a Milano

Ciò che fa sorridere, tuttavia, è che l’Italia conti proprio su un siciliano per la vittoria del Giro, quel Vincenzo Nibali che quest’anno ha stravinto il Tour de France

MAILAND ( Milano in tedesco)- La prossima edizione del Giro d’Italia snobberà, come da tradizione, il Sud. Le tappe saranno concentrate quasi esclusivamente al Nord, dove, è vero, ci sono le Alpi che rendono il torneo duro, difficile, bello, ma è inutile parlare di Giro d’Italia se nel Mezzogiorno si tocca appena la provincia di Benevento  dimenticando tutto il resto. Eppure due anni fa la competizione era partita proprio da Napoli, senza contare quanto siano stati apprezzati dai corridori e dai telespettatori i paesaggi del Sud, splendide cartoline dell’Italia, e ricordiamo inoltre che gli Appennini, pur non essendo ripidi come le Alpi, sono pur sempre faticosi e difficili da scalare, presentando varie pendenze nella stessa tappa e tratti che, nonostante siano a bassa pendenza, sono molto lunghi e perciò estremamente insidiosi e faticosi sulla distanza. Sempre come da tradizione il Girò si concluderà a Milano (dopo due anni di assenza), il 31 Maggio 2015, a un mese dall’apertura dell’Expo, e vi sarà inoltre uno sconfinamento in Svizzera, mentre ad esempio nel 2014 partì da Belfast (Regno Unito) e nel 2010 da Amsterdam, la capitale dell’Olanda. Operazioni puramente pubblicitarie, che volevano diffondere il Giro d’Italia all’estero per renderlo e rendere l’Italia più visibile all’estero, con un grosso ritorno d’immagine e perciò turistico. Ebbene, sembra proprio che la Costiera Amalfitana, l’Aspromonte, l’Appennino Lucano, il Gargano ed il Salento, la Sicilia e la Sardegna non siamo territori belli e capaci di generare flusso turistico – o magari non bisogna distogliere l’attenzione da Milano. Una cosa che fa sorridere, tuttavia, è che l’Italia conti proprio su un siciliano di Messina  per la vittoria del Giro, quel Vincenzo Nibali che quest’anno  ha stravinto il Tour de France, che nel 2013 ha portato a casa proprio il Giro e che nel 2015 tenterà l’impresa di vincere entrambe le competizioni. La nazionale ciclistica italiana, inoltre, ospita ben quattro siciliani, la pattuglia regionale più folta. Sul piano dei meriti, dunque, non avrebbe dovuto esserci partita, toccava al Sud un omaggio del Giro. E invece è arrivato l’ostracismo. Per quali ragioni? Di cassetta, rispondono in tanti. Il Giro non va dove lo porta il cuore, ma dove lo porta lo sponsor. Senza grana non si pedala. E i sindaci siciliani, tanto per dire, non hanno nemmeno gli occhi per piangere. Non si tratta di una discriminazione, ma di una presa d’atto, insomma. Della quale le cosiddette autorità non si lamentano per niente, consapevoli di come stanno le cose. Non è una discriminazione territoriale, questo è certo, ma una riproposizione di vecchi condizionamenti e antiche rinunce. Il Giro non viene al Sud al pari dei treni, delle buone scuole, dei buoni ospedali eccetera. Chi meno ha, meno prende. Lo sport dovrebbe fare eccezione, urla qualcuno. Sciocchezze. Basta dare uno sguardo alla pelota. Le squadre da scudetto sono tradizionalmente allocate nel Nord (la Roma è un’eccezione….). Non solo nel calcio.

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