Novità codice della strada. Multe fino a 700 € dal 3 novembre se l’auto non è intestata a chi guida

Ma non se si tratta di un familiare convivente

ROMA – Ancora c’è chi non sa nulla ed altri che cercano informazioni per sapere se sia vera la nuova norma del codice della strada, perché in pratica da oggi non si può guidare un auto o un motociclo se non si è il reale intestatario del mezzo. Per chiarirvi alcuni dubbi ci siamo avvalsi un intervista realizzata dal Sole 24 Ore a Silvio Scotti esperto di codice della strada. Entrano in vigore alcune norme che – in base alle disposizioni dell’ultima riforma del codice della strada – dovranno regolare l’”intestazione temporanea dei veicoli”. Tra queste, sta creando non poca preoccupazione la previsione di sanzioni – con cifre che superano i 700 euro – in caso di mancata segnalazione sulla carta di circolazione del nome di chi conduce l’autoveicolo. Innanzitutto le norme non si applicano per i famigliari che siano conviventi, “quindi il figlio può continuare a guidare l’auto del genitore purché vi sia una situazione di convivenza”, ha precisato Scotti. “Se il figlio va a vivere in un’altra città e fa un cambio di residenza potrà usare l’auto del genitore, a patto di fare l’aggiornamento della carta di circolazione: deve segnalare che vi è una sorta di comodato, in questo caso del suo genitore a suo favore, e quindi lui potrà tranquillamente condurre l’autovettura, basta che l’abbia segnalato agli uffici della motorizzazione civile”, ha aggiunto Scotti.L’aggiornamento costerà in tutto 25 euro: sono 16 euro per la marca da bollo e 9 euro per la vera e propria pratica, il tagliandino di aggiornamento.

AGGIORNAMENTO NECESSARIO SOLO SE IL PRESTITO SUPERA I 30 GIORNI
Perché sia necessario l’aggiornamento della carta di circolazione dovrebbe trattarsi “di un prestito – quindi di un comodato, tecnicamente detto – superiore ai trenta giorni, quindi se io guido occasionalmente l’auto di un mio amico non si deve assolutamente provvedere all’aggiornamento della carta di circolazione, si tratta di situazioni molto più ampie che possono riguardare ad esempio le aziende che usano dare in comodato i veicoli ai propri dipendenti, oppure chi guida l’auto di una persona deceduta nelle more di acquisizione dell’eredità qualora le pratiche richiedano più di trenta giorni, oppure nel caso di locazioni senza conducente per periodi superiori ai trenta giorni.

NORMA VALIDA ANCHE PER I MOTOVEICOLI, E NON SOLO PER LE NUOVE IMMATRICOLAZIONI 
Scotti ha infine sottolineato che “la norma vale per qualunque veicolo, motoveicolo e rimorchio. Tenuto conto che non si applica, per adesso, ai veicoli superiori alle 6 tonnellate. Quindi non c’entra assolutamente se l’autovettura è nuova o se ha già qualche anno. Laddove intervenisse a partire dal 3 novembre una disgiunzione tra il possesso e l’intestatario della carta di circolazione che superi i 30 giorni è necessario procedere all’aggiornamento”.

 

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