CAS Messina – La lettera riservata della Regione: Autostrade come trappole

Autostrade Sicilia. Una trappola mortale. Finalmente qualcuno si sveglia all’Ars

MESSINA – Non si contano più i morti nelle autostrade siciliane. Giovani, famiglie, anziani  che hanno perso la vita. Una buona percentuale dei casi di incidenti è dovuto alle condizioni strutturali delle strade. Finalmente qualcuno si è svegliato tra i banchi dell’Ars ed ha deciso di occuparsi della vicenda. Viene preparato una atto d’accusa nella relazione ai vertici del Cas, l’ente che gestisce l’A20 Messina-Palermo e l’A18 Messina-Catania. Tre pagine fitte di segnalazioni su irregolarità varie, firmate dal dirigente Giovanni Arnone in una nota del 6 giugno: “A seguito di un atto ispettivo, sono tante le disfunzioni, nei servizi da erogare, che vengono rilevate e inevitabilmente si traducono in disagi per gli utenti. Ci s’imbatte a esempio negli avvisi di cantieri, i cui lavori poi risultano ormai completati, con i relativi cartelli dimenticati nella corsia di emergenza. La quasi totalità del guardrail dei tratti autostradali in concessione non rispetta il livello di sicurezza adeguato alla strada, in buona sintesi non sono conformi alla norma europea sulle barriere di sicurezza”. Insomma che manca tutto nelle autostrade siciliane non fa notizia, anzi è una lenta e straziante litania che per anni pagine e pagine di stampa hanno cantato.

La notizia è che forse finalmente si farà qualcosa.

Manca tutto: manca la segnaletica adeguata, le colonnine Sos risultano non funzionati, gli aeratori nelle gallerie sono disattivati e questo crea una scarsa visibilità dovuta ai gas di scarico non smaltiti e si segnalano le alte concentrazioni di idrogeno solforato, che rendono il passaggio pericoloso per la salute degli utenti e sgradevole all’odore. In alcune gallerie si deve segnalare la totale mancanza d’illuminazione

Ma oltre al danno c’è anche la beffa. Non si sa quanti soldi sono stati stanziati per il Cipe, probabilmente oltre 54 milioni di euro. Purtroppo però questi soldi che non possono essere spesi se il Cas non partecipa al cofinanziamento degli interventi. Ma c’è di più: il pedaggio delle autostrade fa incassare al consorzio dei pedaggi circa oltre 90 milioni di euro all’anno, dei quali il 34 per cento dovrebbe essere speso per la sicurezza.

Invece, come scrive la nota della relazione della Regione: “la mancata approvazione dei bilanci consuntivi del 2012 e del 2013  –  scrive ancora la relazione della Regione  –  e la mancata redazione del bilancio 2014 ha causato problemi di tipo finanziario, infatti a tutt’oggi non possono essere utilizzati gli avanzi d’amministrazione”.

 

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