Messina – Francantonio Genovese, Cassazione decide: “Resta in carcere”

Respinto il ricorso del deputato sotto processo per le presunte truffe con i corsi professionali

MESSINA –  La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Francantonio Genovese, confermando la decisione del Tribunale della libertà di Messina che nel luglio scorso aveva ripristinato la custodia cautelare in carcere al posto degli arresti domiciliari. La Procura di Messina domani valuterà sul caso. Secondo l’avvocato del deputato del Pd, l’avvocatoAntonino Favazzo, “il ripristino della custodia in carcere è tutt’altro che scontato” viste le “recenti pronunce del Gip di Messina, di attenuazione dell’originario quadro cautelare”. Genovese è agli arresti domiciliari dal 21 maggio 2014, indagato per associazione per delinquere truffa e frode fiscale nell’ambito dell’inchiesta sulla formazione in Sicilia. Si era costituito nel carcere di Messina sei giorni prima, subito dopo che la Camera dei deputati aveva votato l’autorizzazione al suo arresto. Dopo l’interrogatorio di garanzia il Gip di Messina aveva ritenuto che “permane il concreto pericolo di reiterazione di analoghe condotte criminose”, ma allo stesso tempo erano “attenuate le esigenze cautelari” tenuto conto anche dell’atteggiamento dell’indagato il quale, “pur avendo la concreta possibilità di sottrarsi all’esecuzione della misura, durante l’esame dinanzi alla Camera dei deputati, si è spontaneamente costituito”. Una decisione che il Tribunale del Riesame, il 30 agosto 2014, accogliendo il ricorso presentato dalla Procura di Messina, ha ribaltato disponendo la misura della custodia cautelare in carcere in sostituzione degli arresti domiciliari. Il giudici “sospendono l’esecuzione” del provvedimento “sino al momento in cui diventerà definitivo”. Per il Tribunale del riesame c’è il “concreto il pericolo di reiterazione delittuosa”. Secondo i giudici sarebbe emersa una “spregiudicatezza e una non comune inclinazione a delinquere dell’indagato” che “possono essere contenute soltanto con la misura di massimo rigore”. Motivo per cui  gli arresti domiciliari, secondo il Tribunale del Riesame, sarebbero una “località protetta” dove potrebbe “continuare a mantenere in vita rapporti e illecite attività”.               

Antonino Favazzo, legale di Genovese, ha commentato:

“La seconda sezione della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato nell’interesse dell’onorevole Francantonio Genovese, così confermando la decisione del Tribunale della libertà di Messina del luglio scorso, con la quale era stato disposto il ripristino del più grave regime cautelare in carcere in luogo di quello agli arresti domiciliari, cui l’indagato era stato posto all’esito dell’interrogatorio di garanzia. A questo punto, tuttavia il ripristino della custodia in carcere appare tutt’altro che scontato. Ed invero, la Procura di Messina, sicuramente, valuterà la circostanza che la odierna decisione ha avuto ad oggetto un provvedimento, di fatto, superato dalle successive e recenti pronunce rese dal Gip di Messina, tutte – chiosa il difensore del parlamentare del Pd – di attenuazione dell’originario quadro cautelare”.

Blitz quotidiano

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