Abrogato l’emendamento che “differenzia” le Università

Esultano i deputati messinesi Garofalo e D’Uva, che ritenevano la soluzione un declassamento soprattutto per le Università del sud a vantaggio di quelle del nord

 MESSINA – Le proteste erano arrivate anche a Messina, nel giorno della presenza in Ateneo del Ministro Poletti. Dopo giorni di critiche, pressing mediatico e sollevazioni, il Governo ha fatto un passo indietro sull’ emendamento Meloni (PD), contenuto nel Ddl Pubblica Amministrazione, che indicava il prestigio dell’Ateneo come parametro di valutazione per i concorsi nella PA. “La Commissione Affari Costituzionali ha finalmente abrogato l’emendamento – ha dichiarato il deputato messinese D’Uva – Questa è una vittoria che giunge al termine di una battaglia trasversale, senza colori politici, combattuta affianco di studenti ed universitari. Ancora una volta il Governo aveva tentato di creare Università di Serie A e Università di Serie B, avallando il disegno di una società a caste, dove le più agiate avrebbero continuato ad istruirsi e formarsi, mentre le più povere avrebbero continuato a soccombere”. Sulla questione è intervenuto anche il deputato di AP Vincenzo Garofalo: “Lo stralcio dal testo del ddl delega Pa della norma che introduceva il criterio del peso dell’Ateneo per l’accesso ai pubblici concorsi, è un’ottima notizia. L’accesso alle selezioni pubbliche deve essere uguale per tutti. Quello che serve sono validi sistemi di valutazione e selezione che misurino le effettive capacità ed i meriti dei candidati. In questo senso, condivido appieno che si faccia una riflessione seria anche sull’eventuale eliminazione del requisito del voto minimo di laurea che potrebbe portare ad una discriminazione tra candidati con pari capacità e qualità”.

Be the first to comment on "Abrogato l’emendamento che “differenzia” le Università"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.