Messina-Appalti pilotati e fondi spariti, bufera sul consorzio delle autostrade siciliane: 56 indagati

Operazione della Dia di Catania e Messina nei confronti di uomini del Consorzio: facevano la “cresta” su progetti mai finiti e a volta mai esistiti: una cinquantina gli indagati. C’è anche un sindaco
MESSINA – Nell’ambito di una inchiesta denominata “Tekno”, uomini della Direzione investigativa antimafia di Messina e del Centro operativo Dia di Catania hanno eseguito misure cautelari che prevedono la sospensione dalla professione, nei confronti di sei tra dirigenti e dipendenti del Consorzio per le autostrade siciliane (Cas).I reati ipotizzati dal Gip, che ha emesso l’ordinanza su richiesta della Procura, sono, a vario titolo, peculato e falsità ideologica. Le indagini, durate circa due anni, hanno fatto luce sulla gestione amministrativa del Cas. nell’inchiesta ci sono una cinquantina di indagati. I dipendenti del Cas sospesi sono: Antonio Lanteri, di 64 anni, Stefano Magnisi, di 64, Angelo Puccia, di 57, Gaspare Sceusa, di 62 anni, Alfonso Schepisi, di 65, e Anna Sidoti, di 45. La Dia ha eseguito un sequestro beni per un milione di euro complessivo di beni nei loro confronti e di altri sei indagati: Carmelo Cigno, di 69 anni, Letterio Frisone, di 64 anni, Carmelo Indaimo, di 71, Antonino Spitaleri, di 68, Antonino Liddino, di 69, Corrado Magro, di 70. Avrebbero incassato degli incentivi non dovuti da un minimo di 30 mila a circa 160 mila ciascuno. Indagati altri 45 funzionari del Consorzio.

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