G7. Messina: “Accà tutti fessi”. Qualche domanda a chi la rappresenta


di Patrizia Vita

MESSINA – Un giro in elicottero sull’Etna, poi l’atterraggio a Catania per visitare palazzo degli Elefanti e l’ex monastero dei Benedettini accompagnati da Emanuela Mauro, moglie del presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni. A fare gli onori di casa sarà il sindaco del capoluogo etneo, Enzo Bianco, che offrirà il pranzo nel salone Vincenzo Bellini. Accanto all’ex ministro degli Interni ci saranno le mogli e i coniugi dei sette capi di Stato impegnati nel vertice internazionale del prossimo 26 e 27 maggio a Taormina. La giornata catanese è prevista per il primo giorno del G7 e proseguirà con il trasferimento nella cittadina ionica, dove alle 19 è previsto il concerto della Filarmonica della Scala di Milano all’interno del teatro Greco. Seguito dalla cena offerta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Questo il programma per i ‘Grandi della Terra’, e gentili consorti, previsto per dopodomani. Qualcuno legge “Messina” tra queste righe? Qualcuno legge “Renato Accorinti”, sindaco della Città Metropolitana di Messina? No, vero?

E allora qualche domanda è opportuno porla a chi istituzionalmente rappresenta la nostra città. La prima: perchè Messina è ‘sfanculata‘ ( passatemi il termine, volgare ma rende come meglio non si potrebbe il concetto) sempre?  La seconda: ma voi ‘Politici’ messinesi, ( locali, regionali, nazionali) avete qualcosa che vi ribolle dentro, che so, quello che comunemente viene definito “senso di appartenenza alla città“, di fronte a tanta, spregiudicata, soverchieria? Ultima domanda: ma l’Amministrazione cittadina ha organizzato qualcosa in caso di una ‘improvvisa ospitata’.

Basterebbe un rigurgito d’orgoglio campanilistico, una botta di ” Accà nisciunu è fesso” per far valere i motivi di essere riconosciuti come città degna di interesse, sempre, ma in particolare in occasione del G7, che si svolge a 50 Km da noi, che impegna le nostre forze di polizia, la nostra Prefettura, il nostroterritorio.

Certo, va ammesso che ricevere i Potenti e gentili consorti ‘ammenza a munnizza’, non avrebbe giovato all’immagine di Messina nel mondo; va ammesso anche che, almeno per l’occasione, il nostro sindaco avrebbe dovuto recarsi da un sarto e farsi confezionare un abito su misura. A misura G7. Ma, a voler essere ottimisti, quasi certamente, per due giorni, avrebbe rinunciato a sandali e maglietta. Stringere sette mani che grondano potere val bene un doppietto blu, una camicia bianca e una cravatta. E poi, diciamolo, sotto sotto, una ‘maglietta in carne, Free Tibet, non gliela toglieva nessuno.

Va comunque  aggiunto, a voler fare l’avvocato del diavolo,  che rimane l’ipotesi, remota, che sia stato lo stesso Accorinti a rinunciare a presenziare a un vertice mondiale che mal si sposa con i suoi ideali e abbia scelto di lasciare la scena a Bianco. In tal caso, però,  la città attende chiarimenti da parte sua, perchè gli interessi di amministratore devono prescindere da questioni personali.

Concludendo: Messina non doveva essere esclusa, il nostro sindaco doveva rappresentarci al G7 di Taormina.