Il sindaco di Messina pronto a denunciare una comitiva di professionisti tornata dal nord

Rientrati in città da una settimana bianca a Madonna di Campiglio con un volo partito da Bergamo, non avrebbero seguito le norme: ora uno di loro è positivo

MESSINA. Prima che le maglie si chiudessero e tutto il Paese andasse in quarantena, un nutrito gruppo di professionisti messinesi è rientrato in città da una settimana bianca a Madonna di Campiglio, con un volo partito da Bergamo. Molti di questi vacanzieri non avrebbero mai segnalato all’Asp, alla Regione Siciliana o anche solo al proprio medico di base il loro rientro nè si sarebbero messi in quarantena.

Oggi, uno di loro, un medico cinquantenne in servizio al Policlinico di Messina, è stato trovato positivo al coronavirus. E in città è psicosi, con caccia ai nomi di chi era in quella comitiva, una cinquantina di persone, e che tornando non ha rispettato la basilare norma di restare in casa per 14 giorni. Il più arrabbiato è il sindaco, Cateno De Luca, pronto a denunciare tutti: «Per tutti coloro che non hanno rispettato queste norme scatterà ovviamente la denuncia ai sensi dell’art. 650 del codice penale e di seguito procederò anche a rendere noti i nomi dei soggetti denunciati – ha tuonato -. Ma nel frattempo, ciò che urge è assicurare la massima tutela alla salute pubblica, e per fare ciò è

necessario che ogni persona sia posta nelle condizioni di valutare se è entrata in contatto con uno o più di questi soggetti provenienti da Madonna di Campiglio.

Per questa ragione invito proprio i componenti della comitiva di sciatori che hanno fatto rientro da Madonna di Campiglio la scorsa settimana, a rendere noti i loro nomi e dichiarare se hanno seguito le norme anti-contagio, autorizzando il Comune di Messina a diffondere tale dato. Solo così sarà possibile arginare il più velocemente possibile il rischio di contagio».

Da ore circolano su chat private e via Whatsapp elenchi, a volte differenti tra loro, di presunti partecipanti al viaggio. Quel che si sa per certo è che tra quelle persone ci sono professionisti, alcuni noti, di Messina: medici, avvocati, commercialisti. Il 7 marzo, il sabato in cui il governo chiudeva la Lombardia, hanno preso un aereo a Bergano Orio al Serio per rientrare a Messina.

Solo alcuni avrebbero avvertito il dovere di segnalare il loro rientro da una zona altamente infetta e di mettersi in quarantena. Altri, sarebbero invece tornati alle loro attività come se nulla fosse. «Mi sarei aspettato più senso di responsabilità da soggetti che sono anche medici, professionisti e notabili della città – ha detto il sindaco De Luca – specie perché di ritorno dalle zone dei primi focolai del virus. Considerato il generale senso di imprudenza che

continuiamo a registrare, sto valutando di fare un’altra ordinanza che impedisca a tutti di uscire da casa eccetto per motivi seri che vanno certificati».

Il medico risultato positivo, ora a casa in isolamento visto che le sue condizioni non sono preoccupanti, aveva lavorato anche in un centro diagnostico a Santa Teresa Riva dove il Comune ha fatto sapere che «tutti i dipendenti, dopo le opportune comunicazioni, sono posti in stato di quarantena insieme ai familiari, così come è stato trasmesso sia a noi che all’Asp l’elenco delle persone che

sono state visitate che abbiamo contattato per mettersi anche loro in quarantena».

Il Policlinico di Messina, luogo principale di lavoro del medico, ha comunicato di «avere attivato immediatamente le misure di sanificazione e contenimento previste, anche in armonia con le disposizioni specifiche per gli operatori sanitari di cui al D.L. 9 marzo 2020, n. 14. Misure preventive sono state intraprese

pure per pazienti e colleghi venuti a contatto con la persona risultata positiva».

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