La Stefanese calcio in piena crisi societaria

Una formazione della Stefanese dello scorso anno

S. STEFANO DI CAMASTRA – Sono momenti di assoluta difficoltà per tutto quello che sta vivendo la Stefanese calcio dopo le dimissioni del presidente Giuseppe Ciardo. A quasi una settimana da questa drastica decisione del massimo dirigente della società arancionera, non si sono registrati delle novità di rilievo per cercare di dare una soluzione a questo problema e garantire un futuro al glorioso sodalizio stefanese. Negli ultimi anni di questi tempi, oramai è diventata una pura attualità a dovere affrontare sempre questi stessi problemi, in quanto non si è riusciti a creare una struttura societaria ben solida ed efficiente in grado di dare serenità e progettualità alla squadra.  Il presidente uscente Ciardo, che aveva deciso di intraprendere questa esperienza fiducioso che poteva portare avanti un discorso a lungo termine, ma dopo appena una stagione si è arenato nel suo impegno, essendo stato abbandonato nella sua avventura dopo le iniziali promesse. Ancora una volta la palla passa all’amministrazione comunale, chiamata a risolvere ancora una volta questa ingarbugliata situazione che si è venuta a creare, in maniera da poter garantire un futuro a questo glorioso sodalizio. Oltretutto, la scelta effettuata dal presidente uscente fatta per tempo, consente all’amministrazione comunale di potersi muovere con largo anticipo per cercare di trovare delle soluzioni percorribili che possano andare bene alla risoluzione di questo problema. L’ennesima estate di passione degli sportivi calciofili stefanesi è appena iniziata, chissà quanto ancora dovrà andare avanti questa crisi prima di garantire una guida sicura a questo sodalizio. Un fatto è certo, il difficile momento che stiamo attraversando non aiuta certamente in tempi brevi a sbrogliare questo immobilismo che regna, che sommato alla mancanza di entusiasmo ecco che il dato è tratto. L’unica possibilità di rendere appetibile questa operazione, poteva essere quella di avere una struttura efficiente che era in grado di aiutare la società a sfruttarla in pieno, ma come si sono messe le cose difficilmente si potrà disporre di una struttura efficiente in tempi brevi, venendo a mancare i presupposti e le incombenze per cui quei determinati introiti sarebbero stati di vitale importanza per la copertura di costi variabili nella gestione societaria. Il mondo dello sport è stato costretto a fermarsi, e queste sopravvivono e prosperano grazie all’impegno dei propri dirigenti e al sostegno economico degli associati, che in questo momento sono impossibilitati a svolgere l’attività sportiva. Quindi non rimane che fare un appello, invitando le autorità locali a non lasciare da sola al proprio destino questa realtà calcistica locale, in quanto l’inclusione anche del mondo sportivo dilettantistico attraverso il volontariato e l’impegno di moltissimi, riesce a svolgere una straordinaria funzione sociale.

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