Una nuova TAC con sistema innovativo computerizzato all’ospedale Giglio di Cefalù’, la prima in Sicilia

CEFALU’ – Un innovativo tomografo computerizzato si è dotata la Fondazione Istituto Giglio di Cefalù. La macchina, la prima in Sicilia di questa tipologia, abbina rapidità di scansione e una notevole riduzione della dose di radiazione, erogate ai pazienti, nel corso dell’esame. La nuova Tac della Fondazione Giglio è stata presentata nel corso del convegno sulle “Nuove frontiere nello screening cardiologico”, che si è tenuto al Complesso Monumentale San Domenico di Cefalù. I lavori che sono stati moderati da Vincenzo Lombardo, giornalista e responsabile della comunicazione della Fondazione Giglio, li ha aperti con i saluti di benvenuto agli ospiti presenti il vice sindaco di Cefalù Vincenzo Terrasi, dopodiché hanno portato anche il loro saluto mons. Sebastiano Scelsi, cappellano dell’ospedale Giglio, Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale dell’assessorato regionale della Salute, e l’assessore regionale alla formazione, Roberto Lagalla. “Ogni innovazione tecnologica – ha detto Lagalla – è frutto di un avanzamento della conoscenza. Ogni tecnologia necessita evidentemente di una particolare abilità tanto in termini di utilizzazione quanto in termini di interpretazione del risultato. È il caso specifico del Giglio che ha saputo coniugare tecnologie e professionalità e che oggi presentata una innovativa metodologia di studio del circolo coronario”. Maria Letizia Di Liberti “ha sottolineato, invece, l’importanza della prevenzione. Una macchina come questa – ha detto – ci consente di prevenire malattie cardiovascolari spesso causa di esiti infausti”.

 “La TAC cardiaca con gli scanner di ultima generazione ha detto Gianluca Pontone del Centro Cardiologico Monzino di Milano, intervenendo ai lavori – è stata sdoganata come test di prima diagnosi della cardiopatia ischemica. Può sostituire le più comuni pratiche diagnostiche in Cardiologia. Questa Tac ha, inoltre, la grande capacità di identificare l’arteriosclerosi subcritica, patologia che impatta prognosticamente sui pazienti non individuabile con alcun tipo di test come quello da sforzo o similare”.

Per Tommaso Cipolla, responsabile dell’unità operativa di cardiologia della Fondazione    Giglio, “la Revolution CT, grazie ad enormi miglioramenti tecnologici rispetto alle apparecchiature precedenti, fornisce informazioni sull’albero coronarico non solo di tipo anatomico ma anche di tipo funzionale e in merito alle caratteristiche delle placche ateromasiche. Tutto ciò fa sperare di potere diagnosticare le coronaropatie severe – ha concluso Cipolla – con maggiore tempestività rispetto al passato, con l’obiettivo di ridurre in maniera significativa la letalità dell’infarto che, va ricordato, continua ad essere la prima causa di morte nel mondo occidentale”.

“In ambito cardiologico – ha aggiunto il responsabile della diagnostica per immagini della Fondazione Giglio, Tommaso Bartolotta, l’esame Tac consente di valutare le coronarie in pazienti anche con potenziali infarti. E’ molto utile al fine della prevenzione”.

Sullo stato dell’arte dell’imaging cardiologico è intervenuto Fabiano Caprotti, Ct clinical leader di Ge Healthcare.

“Il paziente al centro del percorso diagnostico, le sue caratteristiche e la modalità di funzionamento del suo cuore – ha detto Caprotti – indicano alla macchina quale sia la migliore tecnica di acquisizione dell’esame cardiologico. La Tac innovativa si adatta al paziente e lo riconosce come persona, unica e irripetibile, garantendo al tecnico e al medico radiologo il miglior risultato possibile in ogni condizione. La diagnosi quotidiana e la ricerca clinica vanno di pari passo grazie alle nuove tecnologie”. 

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