La ricercatrice stefanese Maria Concetta Volpe insieme al suo gruppo, sono scesi in campo per aiutare a capire i meccanismi molecolari di SARS-CoV-2

Nella foto la dott.ssa Maria Concetta Volpe

S. STEFANO DI CAMASTRA (ME) – Si lavora in maniera intensa per cercare di sconfiggere questa pandemia. Sono infatti tanti gli studiosi e ricercatori che si stanno dando da fare per debellare questo virus.  Uno studio di un gruppo di ricercatori del King’s College London, dell’Università di Trieste e del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologie (ICGEB) di Trieste, ha portato alla luce una possibile causa del danno polmonare causato dal virus Sars-CoV-2. Grazie ai risultati delle autopsie su un vasto numero di pazienti deceduti per COVID-19 sono emerse le caratteristiche che contraddistinguono la polmonite da COVID-19 e che potrebbero essere responsabili della difficoltà che molti dei pazienti che sopravvivono alla malattia sperimentano nel ritorno alla normalità (la cosiddetta “sindrome del COVID lungo”). Di questo gruppo di lavoro, tra gli altri, ne fa parte anche la dottoressa Maria Concetta Volpe di S. Stefano di Camastra. La giovane stefanese, laureatasi presso l’Università di Messina in Scienze Biologiche, si è subito iscritta al corso magistrale di Genomica Funzionale presso l’università degli studi di Trieste, unica in Italia. Ha proseguito con un tirocinio di 1 anno più una borsa di ricerca nel campo delle malattie neurodegenerative. Nel frattempo ha applicato per il concorso di dottorato di ricerca (alta scuola di specializzazione) in Biomedicina Molecolare presso l’università degli studi Trieste. Il progetto di Dottorato che la dottoressa Volpe sta portando a termine riguarda la Fibrosi polmonare Idiopatica, una malattia a cui tutt’oggi non c’è cura e i pazienti solitamente muoiono dopo 3 anni dalla diagnosi per insufficienza respiratoria. Nel suo curriculum ci sono anche delle pubblicazioni, una in particolare riguarda i piccoli RNA, che sono attualmente testate per la rigenerazione degli alveoli polmonari, i quali sono essenziali per permettere lo scambio di gas, principale funzione polmonare, di cui la dottoressa Volpe si sta occupando di traslare questo studio in vivo, su modelli animali.

“Per far questo – ci ha dichiarato la dottoressa Maria Concetta Volpe – il mio gruppo di ricerca collabora con due università americane (Upenn e Temple University), in cui sono stata ospitata 3 mesi l’anno scorso per svolgere alcuni esperimenti in collaborazione. dal momento che il mio progetto di dottorato riguarda la fibrosi polmonare (prima conseguenza di mortalità nei pazienti COVID) e lo studio della rigenerazione alveolare, al momento della pandemia ho cercato di aiutare il mio gruppo di ricerca a cercare di capire quali potrebbero essere i meccanismi molecolari di SARS-CoV-2 e come questo danneggi l’alveolo polmonare. Ovviamente in corso ci sono altri progetti su SARS-CoV-2 di cui non posso ancora parlare”.

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