SE EQUITALIA (SERIT IN SICILIA) È LO STATO, IL CITTADINO CHI È?

Nel luglio 1993 l’ex-presidente dell’ENI, Gabriele Cagliari, si uccise e la moglie restituì 6 miliardi di lire di fondi illegali. Il 23 luglio si suicidò Raul Gardini, presidente della Montedison. Oggi, nel 2012, a suicidarsi sono cittadini comuni, sventurati che lavorando e dandosi da fare non ce l’hanno fatta a sopportare la burocrazia, le bollette e un sistema che ha dimenticato la compassione e la solidarietà

– La lotta all’evasione in Italia continuerà, promette l’attuale Governo. Chi colpisce Equitalia colpisce lo Stato, dice l’attuale Governo? Ma, chi colpisce i cittadini lo colpisce lo Stato? Se identificare Equitalia come il nemico del cittadino può essere uno strabismo (da parte del cittadino), identificare nel cittadino il nemico di Equitalia e dello Stato in un colpo solo, non sarebbe strabismo? Sarebbe un disastro!

Invece sembra essere una tentazione ogni giorno più vicina a noi, mentre lo Stato viene via via sempre più allontanato dal cittadino e avvicinato alla finanza e alle sue esclusive ragioni, pur sapendo che il disavanzo pubblico non è opera dei cittadini ma di una piccola ‘quota parte’ di essi: quella meno popolare e più ‘illuminata’… dalla corruzione!

Tangentopoli, ad esempio, non è certo opera di una popolazione corrotta e vorace ma di esponenti della politica nazionale, dell’economia e delle istituzioni italiane, scoperti e fatti oggetto delle indagini che negli anni ’90 fecero luce su un sistema di corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti ai livelli più alti della politica e della finanza. Non dimentichiamo che furono coinvolti ministri, deputati, senatori della Repubblica, imprenditori e perfino ex presidenti del Consiglio dei Ministri.

Così oggi, nel 2012. Il posto che fu negli anni 90 di Mario Chiesa o di Primo Greganti viene preso dal senatore della Repubblica Luigi Lusi o da Belsito, e ad essere saccheggiate sono le casse dell’ex Margherita o della Lega, a venti anni esatti da Mani Pulite!

Rinviato a giudizio, Primo Greganti fu condannato a 3 anni e 7 mesi per finanziamento illecito al suo partito, pena successivamente patteggiata e ridotta a 3 anni e confermata dalla Corte di Cassazione nel marzo 2002. Scontò in carcere 2 anni e 6 mesi anziché 3, avendo fatto 6 mesi di carcere preventivo.

Il 20 luglio 1993, l’ex-presidente dell’ENI, Gabriele Cagliari, si uccise e la moglie restituì 6 miliardi di lire di fondi illegali. Il 23 luglio 1993 si suicidò pure Raul Gardini, presidente della Montedison. Gardini, avendo saputo che stava per essere coinvolto nelle indagini di Mani pulite per la tangente Enimont.

Cose che dispiacciono ma che sono rapportabili a quella parte della società italiana non riconducibile al popolo, ai cittadini, ma alla sfera di chi detiene le leve del potere e della finanza.

L’opposto speculare di quanto sta accadendo oggi, nel 2012, con suicidi a catena da parte di gente comune, di cittadini veri, di sventurati che lavorando e dandosi da fare per tirare avanti la famiglia, il lavoro o l’azienda non ce l’hanno fatta a sopportare la burocrazia, le bollette e un sistema che ha dimenticato lacompassione, la solidarietà e perfino la pietà. Una società contabile, che si limita ad applicare le addizionali per tardivo o mancato pagamento a caro prezzo, senza interrogarsi, senza porsi domande, senza voler sapere altro, fingendo di credere che siano davvero quelli gli evasori fiscali, i ladri di Stato.

Senza nemmeno chiedersi: “Se Equitalia è lo Stato, il cittadino chi è?”

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