Policlinico Messina. Operata di cisti ovarica, le perforano l’intestino

La donna, dopo un primo intervento è stata dimessa, poi si è sentita male ed è stato necessario una seconda operazione chirurgica.

-MESSINA-Un altro caso di presunta malasanità si è verificato nei giorni scorsi al Policlinico Universitario di Messina. Una donna è stata operata di ciste ovarica, ma questo intervento avrebbe causato una perforazione all’intestino tale da fa richiedere una seconda operazione. Il figlio di L.C., ha sporto denuncia presso la Polizia perchè è convinto che i medici abbiano precise responsabilità ed abbiano commesso evidenti errori.Le fasi della vicenda sono state dettagliatamente descritte dal figlio della 46enne, nell’esposto presentato in Questura. Nella denuncia si legge che lo scorso 7 maggio, la donna fu ricoverata presso il reparto di Ginecologia del Policlinico Universitario per un intervento di “Laparoscopia per Estrazione Ciste Ovarica”. Il giorno successivo L.C. entrò in sala operatoria , alle 8 e l’intervento terminò alle 13.Il 10 maggio la donna venne dimessa e, come stabilito dal medico del reparto, avrebbe dovuto effettuare una cura antibiotica. Ma nel pomeriggio dello stesso giorno in cui fu dimessa, la donna accusò forti dolori addominali che si acuirono sempre più, fino a far richiedere l’intervento dei sanitari del 118, che accompagnarono la donna presso il pronto soccorso generale del Policlinico.Qui il medico di turno, dopo essere stato informato della precedente degenza della donna, decise di trasferirla d’urgenza presso il reparto dove la donna fu operata. Alle 18 la donna venne ricoverata in sala parto, dove il medico di guardia stabilì di effettuare accurate analisi ed una Tac, dalle quali si evinceva che era in atto un versamento di liquido all’interno dell’addome. A mezzanotte circa, la 46enne venne operata d’urgenza e l’intervento terminò alle 6 del mattino del giorno successivo (11 maggio ncd). Il medico che effettuò l’intervento spiegò al figlio che “Era stato necessario tagliare lo stomaco, in quanto nel corso del primo intervento era stato perforato l’intestino”.Adesso la donna si trova ricoverata presso il reparto Chirurgia Generale del nosocomio messinese ed a seguito dell’intervento, ha bisogno di un ricambio continuo di sacche delle quali -si legge nella denuncia presentata dal figlio alla Polizia- il reparto sarebbe privo. Tant’è che il personale infermieristico userebbe sacche più grandi e durante il cambio vi sarebbe una fuoriuscita di escrementi. Il figlio è convinto che si tratti di un evidente caso di malasanità e chiede che vengono espletati tutti gli accertamenti peritali, al fine di stabilire eventuali colpe dei medici che hanno effettuato il primo intervento chirurgico.In relazione all’episodio l’Azienda Ospedaliera “Gaetano Martino”, ha precisato che: “La paziente L.C. si trova attualmente  ricoverata in chirurgia, l’AOU si riserva di valutare in maniera approfondita il percorso diagnostico terapeutico per ricostruire tutti i passaggi più significativi che hanno contraddistinto il periodo di permanenza presso le UOC coinvolte; in particolare ginecologia e chirurgia. Tuttavia, dalle informazione fin qui raccolte, sembrerebbe che le procedure adottate dai sanitari, relative al caso in questione, siano coerenti e in linea con le principali regole di gestione assistenziale”.

 

 


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