Teatro Vittorio Emanuele di Messina: chiuso per tagli fino a dicembre

SPERIAMO SIA L’ULTIMO REGALO CHE QUEL SIGNORE DI GRAMMICHELE FACCIA ALLA CITTA’ DI MESSINA, SPERIAMO.

Un disavanzo di un milione 200 mila euro, stipendi a rischio, il taglio del finanziamento regionale. Situazione al collasso all’Ente Teatro, che sospende le attività. La dirigenza chiede l’intervento della deputazione messinese. Sabato concerto di protesta degli orchestrali alla Libreria Pickwick.

-MESSINA-Il Teatro Vittorio Emanuele è al collasso. I fondi esigui e il taglio del finanziamento regionale hanno indotto il consiglio di amministrazione a votare all’unanimità una decisione: il blocco di tutti gli spettacoli da oggi fino al 31 dicembre prossimo. Andrà in scena solo “La Rondine” di Puccini, in programma il 28 e il 30 maggio e 1 giugno, ma in segno di protesta è stata soppressa la conferenza stampa, in programma domani 25 maggio.Il teatro di Messina si ferma, quindi, a meno che non saranno adottate misure di sostegno. Sabato 26 maggio prossimo intanto gli orchestrali terranno un concerto di protesta, alle 19 alla libreria Pickwik, per chiedere la solidarietà anche della cittadinanza.L’Ear ha invece invitato una lettera a tutte le compagnie, al Presidente della Regione, agli assessori regionali al Turismo e al Bilancio, al Sindaco di Messina, al Presidente della Provincia, ai deputati nazionali e regionali e ai Sindacati. “Il taglio del finanziamento regionale, intervenuto in corso di stagione e che, dopo l’ultima integrazione pari a un milione di euro, supera comunque la soglia del 22%, infatti, non consente più alcune spesa. Anzi l’Ente sarà in difficoltà anche a pagare gli stipendi sino alla fine dell’anno, tanto che si può prevedere, per la prima volta nella storia del Teatro di Messina, un disavanzo finale, pari a circa un milione e 200 mila euro. Questa è la situazione drammatica di un Ente che non solo è certamente fra le maggiori istituzioni culturali della città ma anche – specie nelle ultime stagioni – ha prodotto un ritorno economico sul territorio con l’utilizzazione dei professori d’orchestra, di attori, registi, tecnici e maestranze nati e operanti a Messina, che hanno potuto mostrare pubblicamente le loro qualità, peraltro in molti casi riconosciute anche in campo nazionale”, scrive il consiglio di amministrazione dell’EAR.”A loro va la nostra più incondizionata solidarietà. Naturalmente continuiamo a sperare in un ripensamento della Regione che, pur in un condivisibile clima di austerità, possa consentire una programmazione comunque dignitosa e degna delle tradizioni dell’Ente, senza mettere in pericolo gli stipendi, senza impedire il lavoro ai professori d’orchestra, agli artisti e alle maestranze messinesi. E senza impedire agli abbonati, e agli appassionati in genere, la corretta fruizione dei cartelloni”.

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