Regione Sicilia, il PD sfiducia Raffaele Lombardo: il testo del documento e le reazioni

PALERMO-La direzione regionale siciliana del Pd ha approvato un documento che impegna il gruppo parlamentare a presentare la mozione di sfiducia al governo di Raffaele Lombardo. Il documento è stato approvato a maggioranza, tre i voti contrari e un astenuto. Il Pd cercherà di trovare una intesa con l’Udc sulla mozione.

E’ passata dunque la linea del segretario regionale Giuseppe Lupo, secondo cui la mozione di sfiducia “è la svolta finale per sancire definitivamente la chiusura della stagione del governo Lombardo”. In vista delle elezioni regionali anticipate, che dovrebbero svolgersi nel prossimo autunno, il documento auspica una “alleanza che parta dal centrosinistra, aperta ai moderati”.

Soddisfatto il senatore Enzo Bianco, che da tempo sosteneva il distacco dal governo regionale: “Era ora che il Pd prendesse definitivamente le distanze dal governo Lombardo. La decisione della direzione regionale, presa praticamente all’unanimità, fa finalmente chiarezza. Se il Pd ha il merito di avere rotto gli equilibri del centrodestra, certamente non si poteva ancora continuare a fare da stampella a un presidente della Regione che sta tentando in tutti i modi di mantenere un sistema di potere che invece si sta sgretolando. Bisogna ripartire dal centrosinistra e allargare alle forze moderate, sulla base di un progetto che porti la Sicilia fuori dal baratro in cui è precipitata, coerentemente con la nostra storia e i nostri valori. Si faccia presto, perché la Sicilia non può aspettare”.

“Il Partito democratico guarda con grande preoccupazione alle attuali condizioni della Sicilia e alla amministrazione della giunta regionale Lombardo. L’immobilismo del governo regionale e la sua incapacità di dare risposte di sviluppo e occupazione hanno lasciato il territorio in balia di una grave crisi, che colpisce maggiormente le realtà sociali più deboli e quelle produttive”. Comincia così il documento approvato dalla direzione regionale del Pd che ha impegnato il gruppo parlamentare dell’Ars a presentare la mozione di sfiducia a Lombardo: 68 voti favorevoli, 3 contrati e un astenuto.

“Questo stallo, che ha dato vita a condivisibili iniziative di protesta delle forze sociali, è stato aggravato dall’attuale impostazione politica deteriore, che identifica l’azione istituzionale con la mera occupazione di potere – si legge nel documento -. Da questo punto di vista la giunta Lombardo è ormai associabile ad un vero e proprio comitato elettorale. Elementi, questi, che hanno portato il Pd a dichiarare chiusa la fase iniziale, che aveva le sue ragioni nella necessità di destrutturate il centrodestra ed escluderlo dal governo della Regione e nella volontà di avviare una stagione di riforme indispensabili”.

“Un primo risultato è stato ottenuto con le annunciate dimissioni del presidente Lombardo e con la fissazione delle elezioni regionali per ottobre prossimo – prosegue il documento -. Di fronte all’attuale accelerazione di tale processo di deterioramento si rende ora necessaria una svolta anche formale, con la presentazione di una mozione di sfiducia al governo Lombardo, che sancisca politicamente la necessità di chiudere in maniera definitiva l’esperienza dello stesso governo, andando al più presto a nuove elezioni”.

“Il partito impegna dunque il proprio gruppo parlamentare ad adottare le iniziative e gli atti conseguenti. Le drammatiche condizioni economiche e sociali siciliane rendono necessaria l’apertura di una nuova e responsabile fase politica”. E in quest’ottica, “in vista delle elezioni d’autunno, occorre lavorare a un progetto che parta dall’unità del centrosinistra e riconosca come prioritaria e strategica una alleanza con le forze e con il campo dei moderati; l’orizzonte entro il quale lavorare a questa nuova alleanza non può che essere quello dello sviluppo, della partecipazione, dell’impegno civile”.

“Il Partito democratico, garantendo tutta la necessaria collegialità, si propone con forza di tenere alta la tensione sui temi della legalità e della lotta alla mafia. Priorità che assume una connotazione forte e particolare nell’anno della ricorrenza del ventennale della uccisione dei giudici Falcone e Borsellino e degli uomini delle loro scorte, del trentennale della morte di Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa, del funerale di Stato di Placido Rizzotto”.

“Primo partito nazionale”, il Pd “ha l’ambizione e il dovere di promuovere una stagione di rinnovamento anche attraverso una sua gestione unitaria; ha l’ambizione e il dovere di porsi da protagonista nella costruzione dell’alternativa al centrodestra; anche per questo il partito proporrà una grande iniziativa programmatica dalla quale far scaturire un progetto per il rilancio sociale ed economico della Sicilia”.

E conclude: “Il Partito democratico raccoglie questa sfida e la proietta in una dimensione nazionale; lo fa sapendo di essere investito da una grande responsabilità, consapevole di essere l’unico partito in grado di coniugare una formidabile capillarità sul territorio a una visione strategica di sviluppo nazionale incentrata sul riscatto delle zone e dei ceti deboli”.

“Capisco che nella patria di Pirandello non c’è da meravigliarsi di alcunchè, ma la storia della mozione di sfiducia del Pd contro il governo del quale hanno fatto e continuano a fare parte assessori tecnici di suo riferimento è veramente una farsa”. Così il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, commenta la mozione di sfiducia dell’esecutivo regionale approvata dalla direzione del Partito democratico dell’Isola.

“Cosa sfiducia il Pd – si chiede il presidente Raffaele Lombardo -, la riforma della sanità o quella dei rifiuti o forse disapprova quella della formazione? O forse gli ispiratori della mozione sfiduciano se stessi e mettono in discussione la scelta da loro stessi più che condivisa delle dimissioni a fine luglio? D’altronde qualcuno dovevano pur sfiduciare: in un primo tempo avevamo mirato a Lupo e ora tocca al mio e al loro governo. Mi accorgo che chiedere un minino di serietà e dignità in questa vicenda è chiedere troppo”.