Il sindaco di Messina Buzzanca decade dalla carica di deputato regionale

Scaduto il termine dei dieci giorni concessi per decidere quale carica mantenere. Rigettato anche il ricorso al Cga

di Nino Caliò

-MESSINA-A meno di colpi di scena dell’ultima ora, Giuseppe Buzzanca non sarà più deputato regionale e proseguirà a svolgere il mandato di sindaco di Messina. I dieci giorni concessi dall’Ars per decidere a quale dei due incarichi rinunciare sono trascorsi e, poiché Buzzanca non ha comunicato la sua scelta, decadrà automaticamente da deputato dell’Ars. Bocciato anche l’ultimo tentativo in extremis al Cga.

 Al suo posto subentrerà il primo dei non eletti della lista Pdl, Antonio D’Aquino. L’ex assessore regionale nel frattempo è transitato nel Mpa e ciò costituirà un vantaggio per Lombardo, il quale avrà un voto negativo in meno nella mozione di sfiducia (anche se ha già annunciato le dimissioni) alla quale si sono uniti Udc e Pd, ed un voto a favore, quello appunto di D’Aquino.

Il giorno dopo dal voto dell’Ars che sanciva la incompatibilità di Buzzanca, era stato sollevato un dubbio in merito alla regolarità del verbale trascritto, rispetto all’esito del voto ed ai deputati assenti. Dopo una verifica da parte dell’ufficio di presidenza, il tutto risultava regolare ed è stato scongiurato l’annullamento del voto e la relativa validità.

Successivamente, l’avvocato Marcello Scurria predispose un ricorso al Cga di Palermo, che poteva costituire l’asso nella manica per un eventuale colpo di scena. Ma anche il massimo organo giuridico siciliano ha sancito l’incompatibilità del primo cittadino di Messina con il ruolo di deputato regionale, rigettandone il ricorso. Buzzanca adesso potrà concentrarsi solo ed esclusivamente sui problemi della città, che non sono pochi. Dagli svincoli al risanamento, passando per il Water front, società partecipate e cooperative servizi sociali, con un occhio sempre rivolto al bilancio affinchè non si arrivi al dissesto economico dell’Ente. D’Aquino potrà sedere (lo ha fatto per un breve periodo al posto dell’on. Corona) per qualche mese tra gli scranni dell’Ars.