Torrenova e Capri Leone, storie di confini

Il sindaco Grasso chiede di rettificare le linee territoriali

DI AM-NOTIZIE

TORRENOVA (ME)-Unite da decenni non solo dalla naturale contiguità territoriale ma anche da una strana, per certi versi paradossale, sovrapposizione di confini che porta ad avere, addirittura, stanze della stessa casa appartenenti a due comuni differenti. Torrenova e Rocca di Capri Leone hanno da sempre condiviso i loro confini lungo una linea immaginaria che demarca i rispettivi territori tra quelli a sud della statale 113 appartenenti a Capri Leone e quelli più a nord, lato mare, che invece indipendentemente dall’estensione est- ovest, appartengono a Torrenova sino al torrente Zappulla. Emblematico, il caso della Chiesa di piazza Faranda, il cui altare risulta essere posizionato entro i confini di Torrenova, mentre la navata sta invece a Rocca. Fenomeno strano, all’apparenza innocuo, che però con l’andar del tempo e l’aumentare delle esigenze di regolamentazione ed urbanizzazione rischia di diventare sin troppo fastidioso. Proprio in tal senso il sindaco di Capri Leone Bernardette Grasso ha inviato una formale richiesta al collega neo eletto di Torrenova, Salvatore Castrovinci, per invitarlo attorno ad un tavolo e discutere la definizione dei confini territoriali dei rispettivi comuni. “A ridosso del  centro abitato di Capri Leone – ha scritto la Grasso – insistono abitazioni che pur facenti parte del territorio di Torrenova di fatto gravitano ed interessano i servizi del  Comune di Capri Leone. In più  – prosegue il sindaco di Capri Leone – la presenza di varie attività produttive incide sul congestionamento del traffico urbano mentre le aree demaniali impediscono la libera fruizione della spiaggia per gli abitanti della frazione di Rocca”. Per tali ragioni il sindaco Grasso ha chiesto la rettifica dei confini. Dall’altro lato, il sindaco di Torrenova Salvatore Castrovinci si è detto pronto a discutere col  proprio consiglio comunale sul da farsi ed eventualmente sull’opportunità di aprire un tavolo tecnico, senza dimenticare comunque l’attenzione – ha detto Castrovinci – verso quella parte di territorio torrenovese in passato spesso dimenticata”.