Rischia di perdere il braccio per un bottone sotto pelle. In ospedale non se n’erano accorti

MESSINA-Un ventiseienne ha denunciato i medici del Piemonte che lo hanno medicato per ben due volte senza accorgersi del corpo estraneo, probabilmente conficcatosi durante un incidente in moto. Solo alla terza visita, quando l’arto stava andando in cancrena e lui accusava febbre altissima, i sanitari hanno ispezionato meglio la ferita ed estratto il bottone. Pochi giorni ancora ed avrebbe perso il braccio.

 

 

Si profila un nuovo caso di malasanità per un ospedale messinese. Cosimo Faliti, un motociclista ventiseienne ricoverato al pronto soccorso dopo un incidente in moto, ha denunciato i medici dell’ospedale Piemonte che lo hanno visitato. In ben due casi infatti i sanitari non si sono accorti di un bottone di madreperla che, conficcatosi sotto pelle probabilmente durante l’incidente, ha rischiato di fargli perdere il braccio. Il ragazzo, assistito dall’avvocato Domenico Andrè, ha chiesto alla magistratura di intervenire.

L’incidente è avvenuto qualche settimana fa in centro città Il ventiseienne è ruzzolato sull’asfalto con la moto, ripostando qualche graffio. Trasportato al Piemonte, è stato sottoposto a radiografia, medicato e rimandato a casa con una prognosi di 8 giorni. Il braccio, però, continuava a fargli male ed è tornato in ospedale, dove ha spiegato di sentire un forte fastidio in un punto preciso. Anche questa volta, però, la dottoressa di guardia al Pronto soccorso lo ha disinfettato e rispedito a casa.

Sono passati pochi giorni e Faliti ha avuto bisogno nuovamente delle cure in ospedale: il braccio si era gonfiato, era diventato viola e doleva fortissimamente. In più il ragazzo accusava una febbre altissima. Stavolta il medico di guardia al Piemonte gli ha ispezionato meglio la ferita accorgendosi che dentro c’era un bottone di madreperla, estratto dopo un incisione all’avambraccio. Lo stesso medico gli ha spiegato che sarebbero bastati pochi giorni in più e avrebbe perso il braccio, che rischiava la cancrena.