I Forconi mantengono la promessa: bloccato lo Stretto

Le risposte da Roma non sono arrivate e i Forconi, che oggi avrebbero dovuto cessare la protesta, rincarano la dose

MESSINA-Le file di automezzi sulla Sa- Rc e gli ingorghi di auto nei pressi degli imbarcaderi non hanno consentito ai traghetti di partire. “E’ tutto fermo perché si è creato un tappo di auto – ci conferma Mariano Ferro, uno dei leader del Movimento dei Forconi e continua dicendo che  – Abbiamo fatto i bravi, sinora, ma non abbiamo ricevuto le risposte da Roma, quindi inaspriamo la protesta”.

 

“Stiamo ancora aspettando le risposte da questo governo ed una telefonata della Cancellieri, perché le risposte del governo non possono essere solo quelle della repressione – continua Ferro –, non è questa la soluzione. La repressione va bene nei regimi totalitari e vorremmo che in paese democratico  qualcuno ascoltasse le nostre ragioni. Sinora nessuna risposta ci è pervenuta da Roma, quindi siamo disposti alla guerra”.”Oggi leggiamo sui giornali-sottolinea il leader del movimento dei Forconi- che c’è bisogno di 6 miliardi per risanare la crisi. Ma quei  sei miliardi sono nei conti correnti dei deputati, dei senatori e dei ministri. Li prendano da li. Quando lo faranno saremo disposti a levare i blocchi, altrimenti potremmo rimanere qui ad oltranza.”I Forconi hanno quindi mantenuto la promessa: terminato il tour di volantinaggio in ogni provincia e comune dell’Isola, presidiano da domenica gli imbarcaderi di Villa San Giovanni, e non hanno alcuna intenzione di lasciare il presidio se non riceveranno risposte chiare e di buona volontà dal governo. “Aspettiamo risposte da gennaio. Se per loro la democrazia funziona così per noi no. Da oggi facciamo le cose serie -conclude Mariano Ferro- considerato che non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. I camionisti la pensano come noi e ci sostengono.”Franco Crupi, anch’egli uno dei leader del Movimento dei Forconi invita ad una riflessione: “Che differenza c’è tra un criminale che commette un assassinio e coloro che stanno al governo ed hanno fatto suicidare tanti padri di famiglia?” Per Crupi, gli attuali governanti “hanno rubato la dignità di ognuno di noi ed ancora sono lì tranquillamente. Una casta -prosegue- ha deciso chi doveva rappresentare il popolo, con le sue leggi elettorali che sono servite ad ottenere solo immunità. Noi non vigliamo fare la guerra tra i poveri, – conclude Crupi – vogliamo riacquistare la nostra dignità e riappropriarci di una democrazia conquistata dai nostri avi con il sacrificio della loro vita”.