Quanto sono (erano) belle le palme delle nostre città; ……

di Nino Caliò

-Mastodontici alberi che danno quel tocco esotico ai nostri viali e giardini, oppure incolonnate nei lungomari delle cittadine balneari della nostra penisola. Negli ultimi anni purtroppo è sempre più comune imbattersi in quello che possiamo definire come lo scheletro del gigante verde che tanto ci piace. Palme ormai spoglie della verde chioma chine su loro stesse ormai sono comuni nelle nostre città. E’ terribile vedere come certe Vie abbiano ormai irrecuperabilmente cambiato il loro aspetto proprio per la morte di queste fantastiche piante. Il motivo di tale moria ormai diffusa anche nel nostro paese è il temibile punteruolo rosso delle palme (Rhynchophorus ferrugineus), un piccolo coleottero della famiglia dei curculionidi, la più grande del regno animale, ed è originario dell’Asia sud orientale e della Melanesia, dove è responsabile della distruzione di ventiquattro milioni di dattilifere.

Si è rapidamente diffuso con il commercio internazionale di palme malate. Negli anni ottanta è comparso negli emirati Arabi per poi raggiungere il Medio Oriente e tutti i paesi del bacino meridionale del Mar Mediterraneo. Nel 1994 si sono verificati i primi avvistamenti in Spagna, poi in Corsica e in Costa Azzurra. In Italia è arrivato nel 2004 diffondendosi rapidamente in Toscana, in Sicilia, in Campania, nel Lazio per finire in Liguria, Marche Abruzzo e Puglia.

Dopo l’accoppiamento, in maggio-giugno, la femmina perfora la pianta alla base delle foglie o dei germogli, nelle ferite o nelle cicatrici e vi depone un centinaio di uova. In una settimana nascono le larve che si nutrono dei tessuti più teneri, scavando gallerie nel picciolo fogliare e nello stipite, mentre le foglie minate alla base si afflosciano e si seccano. Infine le pupe costruiscono un bozzolo in cavità scavate alla base dei piccioli, da cui nel maggio successivo fuoriuscirà l’adulto. Il ciclo è uno solo per stagione.

Danneggiata nei teneri germogli apicali, la palma non è più in grado di crescere e produrre nuove foglie. Ma l’insetto erode anche i tessuti alla base delle foglie provocandone il disseccamento progressivo, a cui segue la morte dell’intera pianta, che deve essere abbattuta ed eliminata secondo una precisa procedura. Gallerie numerose possono minare la stabilità della palma fino a determinarne la caduta.

Anche il punteruolo rosso è soggetto a lotta obbligatoria: sono già migliaia le palme abbattute sui nostri lungomari, alterando irreversibilmente il paesaggio, senza che ancora sia stato escogitato un rimedio risolutivo. Per arginare il fenomeno è possibile intervenire attraverso la lotta chimica, che prevede l’irrorazione di tutta la pianta, in particolare dell’apice e della chioma, con uno dei principi attivi larvicidi di anno in anno autorizzati dal ministero delle Politiche agricole.