1 Settembre San Conone Abate

NASO (ME)-Cono, o Conone, Navacita nacque a Naso (Messina), nel 1139, figlio del conte normanno Anselmo, governatore della città. Ancora ragazzo abbandonò la casa, le ricchezze e si ritirò nel locale convento di San Basilio. Trasferito al Convento di Fragalà, nel comune di Frazzanò, ebbe come maestri spirituali san Silvestro da Troina e san Lorenzo da Frazzanò, che lo prepararono al sacerdozio. Conone, dopo l’ordinazione, continuò a manifestare segni di vocazione all’eremitaggio e, col permesso dei superiori, si ritirò in una grotta, che prese il nome di Rocca d’Almo. Ben presto la sua fama di santità superò i confini di Naso. Richiamato al monastero dai suoi superiori, fu eletto abate. In seguito, al ritorno a Naso da un pellegrinaggio in Terra Santa, elargì ai poveri la ricca eredità del padre e si ritirò nella grotta di San Michele. La città era afflitta da un morbo contagioso: i nasitani si rivolsero allora all’abate che li liberò dalla malattia: del miracolo vi è ricordo nello stesso stemma della città. Morì a 97 anni: era il 28 marzo 1236, Venerdì Santo. Canonizzato nel 1630, san Cono è patrono di Naso, i cui abitanti ancora oggi davanti alle reliquie pronunciano l’invocazione «Na vuci viva razzi i san Conu».

Mancano documenti antichi che ci informino sulla sua vita. La leggenda che possediamo, la quale, secondo alcuni, potrebbe riallacciarsi a scritti anteriori, lo dice nato al tempo di Ruggero II, re di Sicilia dal 1130 al 1154. Diventato monaco basiliano, compì un pellegrinaggio a Gerusalemme e, al ritorno, avendo trovato i genitori morti, diede i suoi beni ai poveri e visse come anacoreta. Morì il 28 marzo 1236.
La tradizione attribuisce a Cono molti miracoli, parte dei quali sono, senza dubbio, invenzioni fantastiche. Oltre che nel dies natalis, è festeggiato il 3 giugno e il 1° settembre, per motivi che gli studiosi non hanno ancora ben chiarito. Urbano VIII confermò il suo culto.