Blocco della raccolta rifiuti in provincia di Messina

La mancata corresponsione dei crediti alle ditte appaltatrici, ha comportato un ritardo di diverse mensilità ai lavoratori.-di Nino Caliò

-MESSINA-Martedì 18 settembre i lavoratori della Ato della provincia di Messina che si occupano della raccolta e smaltimento rifiuti, incroceranno le braccia. Per i segretari generali dei sindacati Confederali, Clara Crocè, Enzo Testa e Silvio Lasagni, l’attuale sistema di gestione dei rifiuti ha messo in ginocchio lavoratori e cittadini ed i politici non sono stati capaci di dare adeguate risposte.

Una situazione che rischia di aggravarsi sempre più che potrebbe sfociare in una emergenza sanitaria. I lavoratori non sono in arretrato di diverse mensilità ed alcune ditte che operano per conto delle Ato, vantano crediti di diversi milioni di euro e potrebbero essere costretti a licenziare i dipendenti.

In particolare, i dipendenti delle ditte Fasteco e Multiecoplast che operano nell’ambito dell’Ato Me 1, sono in arretrato degli stipendi relativi ai mesi di giugno, luglio ed agosto. I dipendenti dell’Ato Me 2 e della ditta Dusty, che gestisce il servizio in appalto, attendono gli stipendi di febbraio, marzo, giugno, luglio ed agosto.

A causa del mancato versamento delle somme di alcuni comuni e dei debiti con l’Amia, i lavoratori dell’Ato Me 4 non hanno percepito gli stipendi di luglio ed agosto. Stesso dicasi per i lavoratori di Messinambiente che gestisce la raccolta nel comune di Taormina e vanta dal comune un credito di 4 milioni di euro. I lavoratori che svolgono i servizi di igiene ambientale presso i Comuni di Milazzo e Barcellona P.G. sono in arretrato degli stipendi di febbraio e marzo. A Messina, dopo il fallimento delle procedure di conciliazione, in quanto il liquidatore non ha saputo fornire una data in merito al pagamento della mensilità di agosto, a causa della carenza di liquidità nelle casse comunali, si presume che questo stipendio lo percepiranno ad ottobre.

Nei giorni scorsi, la ditta Dusty ha minacciato il licenziamento collettivo di tutte le maestranze. La ditta, infatti, ha dichiarato di vantare un credito di oltre otto milioni di euro nei confronti dell’Ato Me 2 e dei comuni ricadenti nell’ambito.Tale situazione comporta che la società non è in grado di assicurare i servizi né di far fronte al pagamento degli stipendi ai lavoratori . Tale situazione crea tensione specialmente nei lavoratori monoreddito che non sono in grado di sostenere le proprie famiglie. I Segretari di Cgil Cisl e Uil, esprimono forte preoccupazione in merito al futuro e alle tenuta del servizio. Da lunedì si terranno le assemblee in tutti i centri operativi della provincia. In assenza di risposte concrete le proteste culmineranno con lo sciopero generale proclamato per martedì 18 settembre.