Muore dopo intervento al femore, aperta un’inchiesta

-La donna è entrata in coma il 22 agosto ed è morta, senza mai svegliarsi, lo scorso 6 ottobre all’ospedale Papardo

-SANT’AGATA MIL. (ME) –Durante un intervento chirurgico per una frattura al femore, una donna di 74 anni, Maria Mancuso, è entrata in coma e non si è più svegliata. La donna è stata ricoverata ed operata presso l’ospedale di Sant’Agata di Militello. Successivamente è stata trasferita presso l’ospedale di Patti, dopo nove giorni al Papardo di Messina, dove la donna è deceduta lo scorso 6 ottobre.

Il marito della donna ha sporto una denuncia presso la Questura di Messina e la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo. Sequestrate le cartelle cliniche dei vari ospedali e già domani il Pm Margherita Brunelli, titolare dell’inchiesta, potrebbe decidere di affidare l’autopsia per stabilire l’esatta causa del decesso della donna. Il calvario di Maria Mancuso iniziò il 22 agosto, quando, a causa di una banale caduta in giardino, accusò un dolore alla gamba destra. La donna riuscì a raggiungere l’abitazione che si trovava a circa trenta metri di distanza ed avvisò il marito che l’accompagnò presso il pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Agata di Militello.

Qui la donna, dopo essere stata registrata con codice giallo, venne ricoverata presso il reparto di ortopedia, dopo averle diagnosticato una “frattura sottocapitata del femore destro”. Il giorno dopo, i sanitari decisero di sottoporre la donna ad intervento chirurgico. Il marito chiese spiegazioni ed un medico gli confermò che la donna sarebbe stata operata in giornata. Nel pomeriggio i familiari, intorno alle 18, tornarono in ospedale perchè a quell’ora sarebbe coincisa con la fine dell’intervento chirurgico. La donna non era in reparto e dopo un’attesa di circa due ore, l’uomo la vide uscire dalla sala operatoria, in barella, senza che la stessa desse segni di vita. Dopo avere chiesto informazioni fu riferito che la donna sarebbe stata ricoverata presso il nosocomio di Patti. Qui, dopo nove giorni, fu deciso il trasferimento al Papardo di Messina, dove lo scorso 6 ottobre morì, senza che si svegliasse dal coma. Adesso sarà l’autopsia a stabilire le cause esatte della morte della donna ed eventuali negligenze dei sanitari che l’hanno curata.