Indagata per il disastro di Giampilieri Da ieri è la nuova direttrice del Parco dell’Alcantara

-di Accursio Sabella

-A dieci giorni dal voto, non si fermano le nomine del governo Lombardo. Tiziana Lucchesi, però, scelta per dirigere uno dei parchi siciliani, il prossimo 5 novembre dovrà presentarsi in tribunale, insieme ad altre 17 persone tra cui l’ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, dopo che i pm hanno richiesto il rinvio a giudizio per disastro colposo e omicidio colposo plurimo

-Le nomine non si fermano. E mentre il Cga sottolinea come siano “nulle” quelle arrivate dopo il 4 agosto, dopo cioè, l’approvazione della cosiddetta “legge blocca nomine”, ecco che spuntano nuovi incarichi in enti o organismi regionali. È il caso del Parco dell’Alcantara, dove proprio ieri l’assessore Alessandro Aricò ha scelto di nominare, nel ruolo di direttore, Tiziana Lucchesi. Una nomina che potrebbe, alla luce, appunto, del recente parere del Cga, essere impugnata. Ma che intanto potrebbe far discutere per “l’opportunità” della scelta.

La dirigente in questione, infatti, è stata coinvolta in una vicenda molto triste e riguardante l’alluvione di Giampilieri e Scaletta Zanclea dell’1 ottobre 2009, quando morirono 37 persone. Il 5 novembre, la dirigente dovrà presentarsi in tribunale dopo la richiesta di rinvio a giudizio per disastro colposo e omicidio colposo plurimo. L’inchiesta è stata coordinata dal Procuratore capo Guido Lo Forte e dai sostituti procuratori Adriana Sciglio e Stefano Ammendola, che si sono avvalsi di una perizia tecnica redatta da un pool di esperti dopo mesi di sopralluoghi e studi e di una corposa informativa dei carabinieri.

La dirigente è accusata di “aver classificato come area a rischio idraulico molto elevato – si legge nell’ordinanza dei pm – il solo alveo del torrente divieto nel tratto posto a monte e a valle della Statale 114, escludendo analoga valutazione di pericolosità e rischio la gran parte della fascia circostante l’alveo stesso, all’interno della quale risultavano insistere manufatti anche abitativi, non considerando in maniera adeguata nella perimetrazione delle aree i fenomeni connessi con il trasporto sedimenti e gli eventi di colata rapida di detriti”. Altra accusa, quella di “avere omesso di perimetrare il tratto di versante prospiciente la sede ferroviaria e la Statale 114 orientale sicula sotto il profilo della pericolosità idrogeologica connesa con possibili fenomeni di frana per crollo, scorrimento colata e colata di detriti. Così impedendo l’adozione delle misure di salvaguardia previste per le arre a rischio esondazione di frana e di colata”.

Con lei, altri 17 indagati, accusati di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Si tratta del sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, dell’ex commissario straordinario del Comune di Messina, Gaspare Sinatra, del sindaco di Scaletta Mario Briguglio, dell’ex responsabile della Protezione Civile regionale a attuale dirigente dell’Ufficio speciale per il risparmio energetico, Salvatore Cocina, dei dirigenti degli assessorati Giovanni Arnone, Giovanni Garufi, dei geologi Alberto Pistorio, Giuseppe Rago, Salvatore Cottone, Giovanni Randazzo, dei progettisti Francesco Triolo, Salvatore Di Blasi, Stefano Bello e Giovanni Garufi, degli ingegneri Felice Grasso, Carmelo Melato, Antonino Savoca.

“Si tratta – ha commentato la dirigente Lucchesi – di una storia della quale faccio fatica a parlare. Penso che non avrei dovuto nemmeno essere sfiorata da questa faccenda e sono certa che tutto si risolverà in una bolla di sapone”. Nell’attesa dell’udienza, però, ecco la nomina a direttore del Parco: “Si tratta di un ruolo – ha spiegato – che nulla ha a che vedere con gli atti che mi vengono contestati per Giampilieri. Al Parco avrò un ruolo sostanzialmente amministrativo, mentre in quel caso, per la Regione, svolgevo le mie mansioni di geologo, a capo di un gruppo di professionisti”. La Lucchesi, infatti, per sei anni (dal 2001 al 2007) ha ricoperto il ruolo di dirigente responsabile dell’Unità operativa “Piano per l’assetto idreogeologico”. Ma, come detto, al di là delle questioni riguardanti il procedimento giuridico, con accuse tutte ovviamente da dimostrare, resta il fatto che la giostra delle nomine di Lombardo davvero non accenna a fermarsi. Nonostante la pronuncia del Cga. E nonostante manchino appena dieci giorni al voto.