Il governo stanzia 300 mln per pagare la penale del Ponte

MESSINA – Sarà la definitiva cancellazione del Ponte sullo Stretto o si tratta dell’ennesimo sperpero di denaro pubblico per la mega opera rimasta sulla carta? Chissà quale generazione lo saprà mai. Adesso il governo ha stanziato 300 milioni di euro per pagare la penale prevista in caso di rinuncia alla mega opera. Impregilo esulterà, considerata la somma da incassare senza muovere un chiodo. Ormai il Ponte è entrato nel guinness dei primati mondiali e passerà alla storia per essere l’opera più costosa che non è mai stata realizzata. Un record che dovrebbe fare arrossire di vergogna una classe politica che da decenni ha speso miliardi per consulenze, progetti, convegni e studi. Un  mega sperpero di denaro pubblico alla faccia dei fessi italiani che pagano le tasse. Non si tratta di essere favorevoli o contrari all’opera, ma di una presa di coscienza che l’Italia ha fatto e continuerà a fare la figura del Paese zimbello su scala mondiale. Dopo le cattedrali nel deserto, la storia dirà che il Bel Paese ha speso e continuerà a spendere una marea di denaro dei cittadini per un’opera che rimarrà sulla carta. La conferma dello stanziamento dei 300 milioni di euro per il pagamento della penale per la mancata realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, arriva oggi. Lo prevede il disegno di legge ‘Stabilita” ed il suo allegato tecnico. “Al Fondo per lo sviluppo e la coesione è assegnata una dotazione finanziaria aggiuntiva di 300 milioni di euro per l’anno 2013 per far fronte agli oneri derivanti da transazioni relative alla realizzazione di opere pubbliche di interesse nazionale”, si legge nel testo di legge presentato dal ministero dell’Economia, che si trova all’inizio del suo iter parlamentare. L’allegato tecnico precisa che si tratta “in particolare delle penalità contrattuali per la mancata realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina”. Il consorzio che aveva vinto l’appalto vede come ‘capogruppo mandataria’ Impregilo con i ‘mandanti’ Sacyr (Spagna), Società italiana per condotte d’acqua, Cooperativa muratori & Cementisti-C.M.C. di Ravenna, Ishikawajima-Harima Heavy Industries (Giappone), Aci (Consorzio Stabile).