Acquisizione di Wind Jet da Alitalia inchiesta e perquisizioni nelle due sedi

CATANIA – Finisce in un’indagine giudiziaria la  trattativa per l’acquisizione da parte di Alitalia di Windjet, la compagnia aerea low-cost che in seguito al fallimento del negoziato ha smesso di volare il 12 agosto scorso, lasciando a terra 504 dipendenti e decine di migliaia di passeggeri. Sui rapporti alla fine burrascosi tra le due società e i bilanci di Wind Jet, adesso la procura di Catania vuole fare chiarezza tanto che stamattina ha inviato la guardia di finanza a compiere perquisizioni a Catania e Roma. Già il 29 agosto scorso i militari delle fiamme gialle avevano sequestrato documenti negli uffici della low-coast etnea.

Le perquisizioni chiudono la prima fase delle indagini preliminari avviate sin dalla scorsa estate che dunque si è mossa su due fronti. Il primo aspetto dell’inchiesta riguarda la denuncia fatta dai legali di Windjet nei confronti di Alitalia sulla gestione delle trattative per l’acquisto della compagnia aerea o di suoi assetti patrimoniali. Il secondo, che la magistratura ritiene autonomo, ma allo stesso tempo collegato, punta a verificare se sussistano reati nella gestione di Windjet e in particolare nella redazione della documentazione contabile. ”Le indagini – spiega il procuratore capo di Catania,Giovanni Salvi – sono in fase di accertamenti preliminari, finalizzati alla individuazione di responsabilità personali. La Procura della Repubblica segue costantemente e nell’ampiezza delle sue attribuzioni, anche di carattere civilistico, lo sviluppo della vicenda”.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Giovanni Salvi, al momento, è  allo stato conoscitivo, quindi senza indagati. Il fascicolo è aperto contro ignoti. Il magistrato in questo senso ha tenuto a precisare che in riferimento a notizie di stampa circolate nei giorni passati, per i fatti denunciati in danno di Windjet, non sono state “effettuate, allo stato, iscrizioni nei confronti di noti”.

La trattativa tra Alitalia e Windjet, durata mesi, è iniziata il 13 aprile scorso, quando è stato siglato il contratto preliminare di acquisizione;  la dead line  fissata, invece, per il 29 giugno, data di scadenza dell’acquisizione:  per Alitalia la compagnia aerea di Nono Pulvirenti non aveva presentato i documenti chiesti sulla situazione patrimoniale e di bilancio; per Windjet era invece  Cai che sperava di spuntare condizioni maggiormente vantaggiose, imponendo condizioni “vessatorie” , usando a pretesto la necessità di ricevere documentazione da terze parti. Una contrapposizione che ha portato alla rottura definitiva avvenuta il 10 agosto scorso.

Per Windjet, schiacciata da un debito 140 milioni di euro, sono arrivate offerte e proposte per evitare il fallimento, ma la società, il 30 settembre scorso, ha rivelato di essere pronta a ripartire, dal prossimo 6 dicembre, con un nuovo nome, Aereo linee siciliane, e nuovi colori, proponendo un primo concordato con i debitori. Tra meno di un mese, il giorno della verità.