Messina , chiude i battenti la Fiera più antica del Mondo

-di Nino Caliò

-MESSINA – L’Ente Fiera di Messina, la più antica del Mondo, chiude i battenti. La Regione Sicilia, con provvedimento datato 21 giugno, ma pubblicato soltanto qualche giorno fa, ha determinato lo scioglimento dell’Ente. La giunta presieduta dall’ex Governatore Lombardo, esaminando la relazione di fine maggio presentata dall’assessorato guidato da Marco Venturi, non ha potuto far altro che constatare la crisi cronica ed irreversibile dell’Ente. In più, questo per aggravare ulteriormente la situazione, vi è l’istanza di fallimento presentata a carico della Fiera di Messina dalla Fiera di Milano Spa. Nebuloso il futuro dei dipendenti. Qualche piccola possibilità di essere destinati altrove la nutrono i dipendenti con contratto a tempo indeterminato, i precari possono già considerarsi a casa. Molti avanzano diverse mensilità. Oggi, dunque, la Soap andata in scena per diversi anni, si è conclusa con la fine più triste. L’ennesima umiliazione per la città di Messina.

Cenni storici sulla Fiera Internazionale di Messina

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

La Fiera Internazionale di Messina è la più antica fiera del mondo, istituita da Federico II di Svevia[1], che si teneva anticamente nel “piano” tra porta Reale e la chiesa di S. Francesco di Paola, a nord della cinta muraria cittadina.

La fiera, paradigma di una città votata per natura e per posizione al commercio, ebbe fortuna nel corso dei secoli toccando il proprio apice nel XV secolo. Con la decadenza seguita alla rivolta antispagnola della città del 16741678, la fiera stenta a decollare fino a quando, con l’Unità d’Italia, negli ultimi decenni del XIX secolo, l’apertura del canale di Suezriporta Messina al centro delle rotte mediterranee, segnando un momento felice anche per l’istituzione fieristica.

Il terremoto del 1908 cancella anche questa importantissima istituzione messinese che rivede la luce nel 1934, quando la Fiera rinasce, provvisoriamente, nei locali del Liceo classico “Maurolico”. Nel 1938 il regime fascista pone la prima pietra della nuova Fiera di Messina, trasformata in Fiera delle attività economiche siciliane, nel luogo dove essa sorge ancor oggi, il grande giardino a mare dell’ex “Chalet” (su un’estensione di oltre 50.000 m²).

Concepiti nell’insieme come “una corte aperta verso il mare”, i sedici padiglioni della Fiera vennero duramente bombardati nel corso del secondo conflitto mondiale. La Fiera si riorganizza a tempo di record e riapre nel 1946, divenendo nel frattempo Ente autonomo. Nel corso dei decenni fino ad oggi, la Fiera vede gli interventi decisivi di importanti architetti italiani come Filippo Rovigo e Vincenzo Pantano.

La Fiera ha da pochi anni ripreso un cammino serio verso una completa internazionalizzazione ed insieme ha già attivato un progetto di “destagionalizzazione” delle manifestazioni fieristiche, prima limitate alla sola grande campionaria internazionale di agosto, dando vita a tutta una serie di manifestazioni tematiche nel corso dell’anno che fanno registrare decine di migliaia di visitatori.