Battiato conferma il suo impegno nella giunta Crocetta. “Chiamatemi assessore alle meccaniche celesti”

PALERMO –Stando alle parole del presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, da lunedì Franco Battiato sarà regolarmente al lavoro da assessore regionale al Turismo. Un’affermazione che spegne le polemiche dei giorni scorsi, nate dopo alcune dichiarazioni del cantautore catanese, e avvalorata dallo stesso Battiato che intervistato da Radio Capital è ritornato su quello che sarà il suo apporto nella giunta di governo, con alcune precisazioni. Fra tutte quella di on voler essere indicato con l’appellativo di “assessore”, a meno che non sia “assessore alle meccaniche celesti” (citazione i un verso di una sua canzone).

“Sì – ha detto Battiato -, quella mi piace. Ringrazio chi mi ha definito così”. Sulla rinuncia allo stipendio, Battiato spiega: “sono tanti soldi, io on ne ho bisogno e non sono uno che ama il denaro. Devolverò il io stipendio, e chiarirò di volta in volta, in rete, a chi vanno  soldi”.

“In una società piena di ingiustizie impressionanti se si può are una mano in maniera retta e corretta poi sono cose che si ripagano. Quando abbiamo fatto l’Estate catanese quelli che rima non uscivano mai di casa mi dicevano che stavano vivendo un omento illuminante. Comunque per me – ha aggiunto Battiato – lo spettacolo è anche la fisica quantistica, mi permetto di dire questa abnormità”.

Quando si ricordano i versi di Povera Patria, del 1991, Battiato dice che “oggi sono aumentati quelli che allora definivo governanti perfetti e inutili buffoni. Io non sono mai stato un giovanilista, detesto la parola giovani con tre g, però questa volta gli studenti che stanno occupando le scuole in tutta Italia mi sembrano all’altezza del loro ruolo. Dicono: ci state rubando il futuro. Ma vi sembra accettabile che io paghi tasse molto alte, e mi fa piacere se i miei soldi vanno a quelli che ne hanno pochi, ma mi lamento se i miei soldi vanno a quelli che li spendono in maniera indiscriminata, quelle persone mandiamole in galera”.