Vulcano Marsili, facciamo chiarezza

-MESSINA – Da un po di tempo gira voce nel web di un’imminente eruzione del vulcano sottomarino Marsili. L’allerta di alcuni utenti web nasce dopo una serie di terremoti da subduzione che si sono verificati sotto la costa calabra.

Come è stato spiegato alla Gazzetta del Sud dalla Geologa Lucia Marsili dell’INGV in un’intervista del 27/07/2012 ,la quale ha spiegato la causa degli eventi accaduti, dichiarando << Sono i terremoti al di sotto della crosta terrestre spiegati dalla tettonica a placche. In queste aree si verificano generalmente eventi tellurici compresi tra i 100 e i 500 chilometri che non si verificano in altre zone d’Italia. Quando due placche litosferiche si avvicinano, una delle due, la placca litosferica oceanica, si flette e va a finire sotto l’altra, formando una zona di subduzione, determinando terremoti superficiali e profondi. Quando due placche invece si allontanano, in un margine divergente, lasciano spazio al mantello per risalire, in particolare alla parte astenosferica dello stesso, formando delle zone di fratturazione se ci troviamo su una placca continentale, o delle dorsali oceaniche. Nel caso specifico del Tirreno – continua l’esperta – la placca ionica si inflette sotto la Calabria e scende verso nord-ovest, al di sotto del bacino tirrenico. L’antico oceano della Tetide quindi, (il Mar Ionio) si inflette sotto la Calabria e sprofonda sotto il Mar Tirreno dando luogo a un’attività sismica particolarmente profonda». La subduzione, spiega Marsili, non è evidenziata solo dai terremoti profondi, ma anche da un’area che rappresenta un’anomalia di velocità: «Come sappiamo la Calabria si muove in direzione opposta all’Africa di 3,5 mm annui, quindi al di sotto della regione c’è una vera zona di subduzione che un tempo era più grande e correva lungo tutta la catena appenninica. Oggi, a causa di rispettivi strappi nella litosfera, la subduzione è limitata a 200 chilometri sotto la Calabria, ed è proprio sotto questa ristretta zona che si verificano i terremoti profondi che abbiamo osservato negli ultimi giorni». Il fenomeno, rileva l’Ingv, non è solo recente: negli ultimi 5 anni ci sono stati nell’area due terremoti di magnitudo superiore a 5, e in passato, precisamente nel 1938, ce n’è stato uno addirittura di magnitudo 7,1, uno dei più forti registrati nell’area italiana. Nessun risveglio del vulcano ma semplicemente il naturale decorso del fenomeno della tettonica a placche. Con questo articolo speriamo di fare chiarezza sulle mille fantasie in corso riguardo un suo risveglio o ancor peggio di una sua eruzione.