Trattativa Stato-mafia, boss Cattafi: “per favorirla fecero scappare Santapaola”

BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME) –Per salvaguardare la trattativa tra Stato e mafia, nel 1993 i Carabinieri del Ros evitarono di catturare il boss Nitto Santapaola. Di più, inscenarono una sparatoria per permettergli di scappare. E’ quanto scrive il Corriere della Sera, basandosi sulle dichiarazioni del reggente di Cosa Nostra a Barcellona Pozzo di Gotto, l’avvocato Rosario Pio Cattafi, arrestato la scorsa estate. Cattafi nega qualsiasi coinvolgimento nella trattativa, affermando di aver avuto solo un ruolo marginale, quando il vicedirettore dei penitenziari, Francesco Di Maggio, lo incaricò di prendere contatti con Santapaola, che si nascondeva in quei mesi tra Barcellona e Terme Vigliatore. E’ comprovato che Santapaola ebbe contatti diretti con gli esponenti della malavita locale. Vi è un’intercettazione ambientale nella quale alcuni mafiosi si trovano in una stanza con un certo “Zio Filippo”, che altri non sarebbe se non proprio il boss Santapaola, come rivelato nelle stesse intercettazioni, dopo che il latitante andò via. I Carabinieri si sarebbero resi conto della vera identità dell’uomo, ma invece di intervenire per catturarlo, inscenarono una sparatoria, nella quale rimase coinvolto un passante. Questa l’interpretazione attuale dei magistrati, mentre secondo la versione dell’Arma si trattò semplicemente di uno scambio di persona, in quanto l’ignaro cittadino era stato erroneamente identificato come un ricercato.

Questa nuova rivelazione va ad arricchire gli episodi inclusi nell’inchiesta sulla trattativa, che vede coinvolti gli ex generali Subrianni e Mori, e il capitano De Donno. Quest’ultimo si trovava proprio nella zona di Barcellona negli stessi giorni di Santapaola, insieme al capitano De Caprio (anche conosciuto come Capitano Ultimo, colui che nei fatti catturò Totò Riina). Un ulteriore indizio che confermerebbe l’esistenza della trattativa. Santapaola venne comunque arrestato qualche settimana dopo, il 18 maggio 1993, a Mazzarrone, in provincia di Catania. E’ considerato tra i principali organizzatori della strage di via Carini e di quella di via D’Amelio.