Accorato appello del figlio di un cassintegrato Aicon

-“Voglio essere come i miei coetanei, voglio festeggiare il Natale serenamente e poter avere la possibilità di studiare…”

-GIAMMORO (ME) -Ecco la lettera di un giovane diciottenne, figlio di uno dei 330 cassintegrati di una delle aziende che fino a poco tempo fa era il vanto e l’orgoglio della provincia di Messina e di tutta la Sicilia: l’Aicon Yacht Spa. La complicatissima vicenda ormai è nota a tutti, ma è giusto evidenziare ciò che tale situazione comporta anche in termini di risvolti sociali.

Pubblichiamo la missiva in forma integrale:“Salve, il mio nome è Giovanni sono figlio di un dipendente Aicon in cassa integrazione, tra pochi giorni divento maggiorenne le idee ed esprimere il proprio disappunto non hanno età, ho preso parte alla manifestazione di Palermo incontro con il presidente Crocetta, si sono aperti diversi scenari per salvare economicamente mio padre e la nostra famiglia.Spero di non essermi illuso, visto il comportamento del curatore fallimentare, mi chiedo cosa ho fatto di male per non essere uguale ad altri ragazzi, non posso festeggiare il mio diciottesimo compleanno, non posso avere il diritto di continuare gli studi universitari, sempre a causa di mancanza di soldi”. Credetemi essere figlio di un cassaintegrato non è facile, so che la crisi è per tutti, perché allora il Natale non deve essere uguale per tutti, a parte che Natale deve essere tutti i giorni, forse queste festività servono a qualcuno per pulirsi la coscienza. L’atmosfera natalizia non so più cosa sia, tanti bei ricordi con tutta la famiglia felice raccolta, giocare a tombola e vedere visi sorridenti, piatti colmi di cibo e odori che venivano dalla cucina dove mia mamma preparava le pietanze preferite da me e quelli di mio fratellino. Mi rivolgo a lei Avvocato Cataldo, tutto questo è ormai finito sempre se lei insieme con altre istituzioni non mi ridate quei sapori e odori e aggiungo anche la dignità di un ragazzo che vuole continuare a studiare, perché i soldi non devono impedire alla mia mente di allagarsi culturalmente, si va avanti sempre così, avvocato il padre avvocato il figlio, medico il padre medico il figlio, mi chiedo se sto vivendo in un paese democratico, oppure è un paese solo per ricchi. Chiudo la presente con ringraziare il Sig. Prefetto di Messina, il Presidente Crocetta con tutta la giunta Regionale e anche all’Avvocato Cataldo. Tanti Auguri di Buone Feste a tutti, in particolare ai colleghi di mio padre e a tutte le istituzioni che vogliono aiutare i dipendenti Aicon”.

Giovanni Bertano