PRESTI: “SARÒ IL SENATORE DELLA BELLEZZA”

-Presentata ieri pomeriggio alla provincia la sua candidatura al Senato con la lista Megafono facente capo a Rosario Crocetta

-CASTEL DI TUSA (ME) –  E’ noto per aver creato l’originalissimo “Hotel d’arte” a Castel di Tusa, ma anche per il l’impegno profuso nei progetti sociali destinati al quartiere catanese Librino. Una personalità, quella di Antonio Presti, che ha tutti i requisiti indispensabili per essere spendibile in quella dimensione politica “d’eccellenza” che ha preso avvio con il governo di Rosario Crocetta, di cui Presti è amico da anni. La sua candidatura al Senato è stata presentata questo pomeriggio nella sala consiliare di palazzo dei Leoni. Con Beppe Lumia è in prima fila all’interno del movimento “Megafono”, creatura politica di Crocetta. Preceduto da vari interventi – hanno parlato tra gli altri il sindaco di Roccalumera, Gianni Miasi, il nuovo presidente dell’Esa (Ente Sviluppo Agricolo) Francesco Calanna,  Giuseppe La Face (ex Fli), Antonio Catalioto, ex assessore all’urbanistica nella Giunta Genovese e tra i papabili candidati a sindaco di Messina del Megafono, e l’ex presidente della Provincia, Giuseppe Campione -, Presti ha chiarito subito che il suo eventuale ingresso in Senato non gli farebbe perdere di vista la sua avversione verso “quei meccanismi e quelle logiche di una politica scellerata che ha portato l’Italia al punto in cui ci troviamo”.

Il suo futuro da senatore
“Se dovessi entrare al senato – ha premesso – non sarei il senatore Presti ma il senatore della Bellezza”. Le sue parole d’ordine sono rottura, discontinuità e cambiamento “perché oggi noi – siciliani, ndr – siamo un popolo di ignoranti e quindi dobbiamo partire dal presupposto che solo distruggendo l’ignoranza possiamo avviare un percorso di redenzione”. Nel suo discorso c’è spazio anche per la condanna di quei luoghi comuni nei quali si è soliti incappare quando al centro della discussione c’è la Sicilia, perché “se dobbiamo parlare di una Sicilia “altra” dobbiamo parlare di quello di cui noi siamo capaci: è inutile centrare il discorso esclusivamente su mafia e antimafia. “Prendiamo Barcellona – prosegue Presti – che è l’emblema di quanto quello di antimafia sia un concetto autoreferenziale, perché nulla è cambiato”.

Il movimento come espressione collettiva
Presti, poi, prova subito a di spazzare via il pericolo che attorno alla figura di Crocetta – elogiato da tutti i relatori che hanno preceduto Presti nell’intervento –  si crei l’immagine di un leader carismatico dal carattere accentratore: “Il pensiero di questo movimento non deve essere quello del presidente Crocetta ma quello di una coscienza collettiva che deve prendere vita a partire dalla convergenza al suo interno di personalità degne, di uomini e donne di eccellenza. Se dovessi diventare senatore cercherò di svolgere il mio ruolo di rappresentanza per mezzo di una nuova logica che rappresenti uno strappo con quanto di vecchio c’è nella vita politica del nostro paese: dobbiamo emergere dalle trame di questa politica scellerata che ci sta rubando il futuro”.

La stoccata al “Porcellum”
Infine, esprime il suo sdegno per la legge elettorale che bolla come una “vergogna, una dittatura che toglie al cittadino la libertà di esprimere i propri candidati”. Da artista qual è, Presti in chiusura parla da sognatore: “ Utopia non è ciò che non si può realizzare ma ciò che il sistema non vuole che si realizzi”.