Elezioni. Inizia il gioco delle percentuali: ecco chi può farcela

MESSINA -Adesso che le liste sono ufficiali, si può cominciare a prevedere (nei limiti del possibile) chi farà sicuramente parte della prossima legislatura, chi rischi di farcela (o di non farcela) e chi invece non ha chance. Partiamo dalle regole. La legge elettorale vigente dispone una distribuzione dei seggi basata su un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Per accedere alla Camera bisogna superare la soglia di sbarramento del 4 per cento per le liste non inserite in coalizione. I partiti che invece fanno parte di coalizioni che superano il 10 per cento sono ammessi al riparto se superano il 2 per cento. E’ ammessa alla distribuzione dei seggi anche la lista con più voti fra quelle rimaste sotto la soglia di sbarramento del 2 per cento in seno alle coalizioni. La Sicilia eleggerà 52 deputati. Ecco chi potrebbero essere gli eletti nel collegio Sicilia 2 (quello su cui ricade il territorio peloritano). Stando agli attuali sondaggi, hanno un posto quasi certo: Antonio Martino, Stefania Prestigiacomo, Giuseppe Castiglione, Antonio Minardo, Basilio Catanoso Genovese e Vincenzo Garofalo. Alla coalizione di centrodestra poi potrebbero spettare altri tre seggi, destinati ai partiti che hanno raggiunto il 2% su scala nazionale o si sono piazzati come prima forza sotto quella quota. A conquistare il seggio, così, potrebbero essere Pippo Fallica o Scammacca della Bruca per la lista Grande Sud-Mpa, Gianpiero Cannella o Emanuele Passanisi (Fratelli d’Italia) e Paolo Ruggirello (Mir).

Nel centrosinistra ci sono ottime possibilità di elezione per Flavia Piccoli Nardelli, Giuseppe Berretta, Francantonio Genovese, Giuseppe Lauricella, Fausto Raciti, Giuseppe Zappulla, Maria Gaetana Greco, Luisella Albanella, Maria Tindara Gullo. La coalizione di centrosinistra, poi, dovrebbe portare in Parlamento un paio di deputati di Sel. La capolista Laura Boldrini, Erasmo Palazzotto e Sofia Martino dovrebbero giocarsi la partita. In corsa anche il Centro democratico, con Carmelo Lo Monte.
Al centro i seggi a disposizione saranno probabilmente di meno. I più probabili, ad oggi, sono Andrea Vecchio, Roberto Visentin, Gennaro Iorio, Gea Schirò Planeta, Ettore Artioli, Gianni Baratta. Due o tre deputati potrebbero essere eletti tra le fila dell’Udc. Certo il coordinatore regionale Gianpiero D’Alia, a giocarsi un seggio Ferdinando Adornato, Giovanni Pistorio e Salvo Di Salvo.
Il Movimento cinque stelle ne dovrebbe invece portare una decina. In corsa ci sono Giulia Grillo, Tommaso Currò, Maria Marzana, Marialucia Lorefice, Francesco D’Uva,Gianluca Rizzo, Riccardo Nuti, Giulia Di Vita, Chiara Di Benedetto, Loredana Lupo, Azzurra Cancelleri, Claudia Mannino e Giuseppe Lo Monaco.

In pole per la lista Ingroia, nel caso in cui superi la soglia del 4%, ci sono: Franco La Torre e Fabio Giambrone.

Alla “camera alta”, invece, la Sicilia invierà 25 parlamentari. Prendendo sempre per buoni gli attuali sondaggi, al centrodestra andrebbero 14 parlamentari. Undici per il Pdl e tre per i partiti in coalizione che abbiano raggiunto almeno il 3%. In questo caso, il Pdl potrebbe eleggere Renato Schifani, Simona Vicari, Giuseppe Marinello, Vincenzo Gibiino, Antonio D’Alì, Giuseppe Ruvolo, Fabio Scavone, Mario Ferrara, Bruno Mancuso, Salvatore Torrisi e Francesco Scoma. Gli altri tre seggi saranno contesi da Raffaele Lombardo (Mpa), Salvatore Iacolino (Grande Sud), Salvino Caputo (Fratelli d’Italia) e Toto Cordaro (Cantiere popolare).

Solo cinque i seggi che sembrano destinati al Pd. In questo caso, in Parlamento Corradino Mineo, Pamela Orrù, Venerina Padua, Amedeo Bianco e Liliana Modica. Solo in caso di vittoria, si aprirebbero le porte di Palazzo Madama per Giovanni Barbagallo e Alessandra Siragusa.
Tre senatori potrebbero toccare alla lista di Monti (Rosario Sidoti, Benedetto Adragna e Mario Baldassarri) e al Movimento cinque stelle (Francesco Campanella, Mario Michele Giarrusso, Vincenzo Santangelo) , al Megafono di Crocetta si dovrebbe aggiungere il mecenate Antonio Presti .