TORRENOVA – “ E’ CROLLATA TORRE CUFFARI, UN PEZZO DI STORIA CHE VA VIA”

-di Nino Caliò

-TORRENOVA (ME) – Il crollo dei muri superstiti di questa testimonianza del passato, espressiva di una fase storica molto importante per la Sicilia, è passato praticamente inosservato, come se si fosse trattato del crollo di una qualsiasi casa di campagna fatiscente e abbandonata. In realtà è un pezzo di storia che scompare nell’indifferenza generale, in una società che consapevolmente dà troppo poco peso alla storia ed alla cultura.
Torrenova, nonostante sia un comune di recente nascita, vanta una serie di emergenze storico-archeologiche di un certo interesse,purtroppo poco valorizzate.   Ricordiamo che questo territorio faceva parte dell’ampia regione appartenente alla città greco-romana di Haluntium, odierna San Marco. Erano queste le campagne coltivate dagli aluntini, quelle da cui quella città traeva sostentamento e ricchezza.  A Torrenova doveva inoltre esistere un porto con annesse strutture pertinenti a cantieri navali, come raccontano le fonti storiche: era qui, infatti, l’accesso al mare di Haluntium, e da queste contrade passava l’importante strada litoranea nota come Via Valeria. Un così lungo passato ha lasciato tracce importanti, che tuttavia sono sconosciute ai più e che, nel peggiore dei casi, sono del tutto scomparse. 

Tra i monumenti storici presenti nel nostro territorio, possiamo accennare al complesso bizantino-medievale di San Pietro in Deca, recentemente oggetto di indagini archeologiche svolte dall’Università di Vienna, che accanto all’edificio ottagonale noto da sempre hanno portato in luce i resti una chiesa plurifase con diverse sepolture di epoca altomedievale e diversi ambienti annessi, sorti sui resti preesistenti di una villa romana di cui sono state scavate alcune strutture, al momento non visibili perché reinterrate. Ricordiamo il Fondaco, detto anche Porta di Pietra di Roma, risalente al secolo XVIII ed al momento non valorizzato, nonostante l’indubbio ed enorme interesse dato dalle sue caratteristiche architettoniche. Nelle vicinanze di Torrenova, poi, si trovano diverse ed interessanti zone archeologiche, tra cui i resti di un ponte medievale, mentre saggi di scavo e ricerche di superficie hanno individuato i resti di una fattoria romana del II-III secolo a.C. e tracce di occupazione di età neolitica in località Scodonì, nell’omonima grotta, a nord della SS113.                                                                                                                            Numerose altre attestazioni di età antica sono, peraltro, andate perdute per sempre per via di lavori agricoli e scavi incontrollati, opportunamente taciute all’opinione pubblica per evitare eventuali espropri e blocco dei lavori. Se è giusto ed auspicabile che Torrenova miri alla crescita e allo sviluppo economico, occorrerebbe farlo anche attraverso un’offerta turistica adeguata e questa passa inevitabilmente attraverso la promozione e valorizzazione di monumenti e segni della storia, presenti in paese. Il fatto che la Torre Cuffari vada in rovina senza che nessuno se ne accorga è espressione dell’indifferenza dei cittadini e delle Amministrazioni, poco attenti alla gestione ed alla salvaguardia del  locale patrimonio culturale.