Appello su facebook: Vi supplico: ridateci i ricordi di mio figlio

-E’ lo straziante appello di una donna a cui i ladri, penetrati in casa sua, hanno rubato numerosi oggetti di Paoletto, suo figlio, morto in un incidente stradale, la scorsa estate. “Poter stringere ciò che gli apparteneva – scrive sulla sua bacheca del social network – è come averlo accanto, accarezzarlo”.

-di Linda Liotta

-BROLO (ME) – Da mesi, ormai, seguo una triste pagina postata sul portale facebook e i profili di due coniugi, Pippo e Nunziatina, stretti nel dolore più grande che può colpire due genitori. Mi riferisco alla tragica fine di un ragazzo di ventidue anni, Paolo Gullà – detto Paoletto –  morto per il trauma cranico riportato in conseguenza dell’incidente avuto in vespa nel luglio scorso, al rientro da una serata di svago.Oggi la signora Nunziatina, dalla sua bacheca non rivolge pensieri al suo angelo Paolo, non cerca negli amici alcun conforto, niente fotografie nè frasi di autocommiserazione, è ormai rassegnata, fa solo un accorato appello ai ladri che si sono introdotti nella sua abitazione, rubando oggetti dal grande valore affettivo: “… braccialetti, medaglie, collanine e oggetti legati ai momenti più significativi della crescita di Paolo; poterli stringare fra le mani era come accarezzarlo”.aa

E continua con parole cariche di dignità, senza rancore, solo frasi che assumono la musicalità di una preghiera verso chi, forse involontariamente, ha violato l’unico tesoro materiale che legava una mamma al proprio figlio: “Non sapete quanto male mi avete fatto; restituitemi i ricordi di Paolo; in quei monili c’è la vita di mio figlio da cui mio marito ed io attingiamo la forza per andare avanti”.

“Io aspetto – dice il papà Pippo – che almeno i suoi oggetti me li restituiscano; il resto possono trattenerlo. Potete telefonare notte e giorno, parlate con il prete di Brolo o di Ficarra, contattare gli amici di Paolo, lasciarli vicino un cassonetto, dentro una buca delle lettere, dietro il cancello dell’ufficio turistico di Brolo, ci sono mille modi per farceli riavere.”

Vorrei aggiungere altre parole per rafforzare l’appello di mamma Nunziatina e papà Pippo. Mi limito a ricordare ai ladri, che non hanno solo commesso un reato penale, bensì hanno riportato nel baratro della disperazione due genitori che con tanto coraggio si stanno impegnando, giorno per giorno, a dare valore alla morte del figlio adoperandosi in tante opere di volontariato e solidarietà, grazie alle quali Paolo possa continuare a vivere nel cuore di tutti, anche di coloro che non lo hanno conosciuto.