ACQUE AGITATE ALL’ARS

PALERMO –I precari equilibri della maggioranza parlamentare all’Ars, dopo essere stati messi duramente alla prova in questi mesi, sembrano aver incontrato un ostacolo quasi insormontabile: la Riforma delle Province. “Il presidente dell’Ars vuole fare votare il disegno di legge sulle Province? Sono fatti suoi”. Questa la secca risposta di Rosario Crocetta a chi chiedeva un suo commento in merito alla recente presa di posizione del presidente Ars, Giovanni Ardizzone. Poche ore prima, l’esponente Udc aveva confermato che all’Ordine del Giorno dei lavori d’Aula del prossimo 6 febbraio, ci sarebbe stato – come da programma – il voto sul ddl della suddetta riforma.L’impressione è che l’ex sindaco di Gela abbia in mente – anche questa volta – di mediare ascoltando la proposta dei vari parlamentari, sperando poi di raggiungere un punto di accordo. Ma, questa volta, il tema è estremamente spinoso e interessa direttamente tutte le compagini parlamentari, quindi difficilmente riuscirà a trovare una maggioranza favorevole alla sua proposta.download

Indipendentemente da come andrà a finire il “duello” Crocetta-Ardizzone, non si può evitare di prendere atto della distanza abissale che sembra esserci tra la presidenza e uno dei partiti che ha contribuito alla vittoria elettorale.

“L’Udc – ha commentato in varie occasioni Crocetta – ha commesso un errore. Una scelta suicida che ha danneggiato anche il centrosinistra. Se si fossero alleati con noi, avremmo vinto anche al Senato, qui in Sicilia”. “Il problema – secondo il presidente – è che i partiti dovrebbero parlare una lingua sola, in tutte le sedi. Con l’Udc, invece, succede che il partito mi dice una cosa, il gruppo parlamentare un’altra, e i rappresentanti istituzionali un’altra ancora”.

A incrinare i rapporti ha contribuito, in piena campagna elettorale, l’attacco diretto rivolto da Crocetta al numero uno dello Scudo Crociato, Pierferdinando Casini. Attacco prontamente rettificato ma si sa, i politici sono permalosi…