USURA E RICICLAGGIO. ARRESTATI DUE MESSINESI

MESSINA –La Squadra Mobile ed il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno eseguito oggi un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Letterio Scionti, classe 1966, e Giuseppe Panarello, classe 1978, entrambi messinesi. I due arrestati sono accusati dei reati di usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, riciclaggio, intestazione fittizia a terzi di somme di denaro e di beni, simulazione di reato in concorso.

Il G.I.P. ha, inoltre, disposto, nei confronti di Sscionti, il sequestro preventivo di due unità immobiliari, tre autovetture e delle somme presenti in quattro conti correnti, per un valore complessivo stimato di 330.000 euro.

-Sono scattate le manette per l’usuraio Letterio Scionti e per Giuseppe Panarello accusato di riciclaggio dei soldi acquisiti illecitamente

-MESSINA –L’attività investigativa, ha tratto spunto da una perquisizione domiciliare eseguita congiuntamente, il 29 settembre 2011, nell’abitazione di Scionti, nel corso della quale furono sequestrati quasi 90.000 euro in contanti, numerosi titoli di credito – molti dei quali postdatati e privi dell’indicazione del beneficiario – per un importo nominale di 250.000 euro, nonché un libretto postale e numerosi buoni fruttiferi intestati al predetto e ai suoi familiari.download (1)

Sulla base delle dichiarazioni dei firmatari degli assegni rinvenuti è stato possibile ricondurre la presenza del contante e degli assegni a condotte usurarie e di abusiva attività finanziaria. Successivi approfonditi accertamenti bancari e l’analisi dei tabulati delle utenze telefoniche note in uso a Scionti ed ai suoi familiari, nonché gli accertamenti patrimoniali e reddituali, hanno permesso di ricostruire dettagliatamente taluni rapporti finanziari, molti dei quali a carattere usurario, che vanno essenzialmente dal gennaio del 2009 ad ottobre del 2011 e che vedono coinvolto Scionti , nel ruolo di creditore/finanziatore, e Panarello, nel ruolo di riciclatore delle somme provenienti dall’attività delittuosa.

Gli accertamenti patrimoniali condotti su Scionti e sul suo nucleo familiare hanno fatto emergere una rilevante sproporzione tra i bassissimi redditi dichiarati negli ultimi dieci anni e le ingenti somme movimentate.

Nei soli ultimi tre anni le movimentazioni registrate sui conti ammontano complessivamente a circa 900.000 euro, con saldi positivi che hanno raggiunto la considerevole cifra di 200.000 euro nel gennaio del 2011.

I tassi usurari applicati su base annua erano compresi tra il 150% ed il 250%.