Taglio Province. I consorzi di Comuni non gestiranno spese

PALERMO -Regge all’Assemblea regionale siciliana la maggioranza Crocetta e tiene l’asse tra il presidente della Regione e il Movimento cinque stelle. La svolta con il via libera al maxiemendamento concordato lunedi’ dalla coalizione, che prevede che entro il prossimo 31 dicembre sia approvata una legge che definisca il modello di Consorzi di comuni in sostituzione delle Province, con elezioni di secondo livello. “Mi pare che la clausola già inserita nel nostro ddl, che indica i nuovi liberi consorzi di Comuni come organismi di secondo livello, dovrebbe evitare costi ulteriori. Per noi, ad ogni modo, saranno enti di programmazione e non di gestione della spesa”. Così il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, in una conferenza stampa, ha negato che la legge sull’abolizione delle Province, come sostenuto dall’opposizione, provocherà maggiori costi e la moltiplicazione di enti territoriali. “I Consorzi di liberi Comuni -ha detto Crocetta- potranno organizzarsi per quote consortili ma non potranno assumere debiti, contratti o altro”. Nel progetto originario del governo sono previste aree metropolitane che non faranno più parte dei consorzi come Palermo, Messina e Catania. “Sono realtà a sé stanti che salviamo dal dissesto e diamo un momento di respiro a queste città”, ha commentato Crocetta. “Tra i nuovi Consorzi che nasceranno dalla fusione di territori con più di 150 mila abitanti ne prevediamo nell’area di Marsala, Caltagirone, ma anche nei Peloritani e nei Nebrodi“, ha spiegato il governatore. I vertici dei consorzi non percepirebbero alcuna retribuzione, uniche spese previste quelle di trasferta per coloro che vivono al di fuori della sede del Comune del consorzio.